Alison Jackson, dalle fattorie di bisonti alla Parigi-Roubaix: «Ecco come ho imparato ad alzare pietre pesanti»

Alison Jackson esulta nel velodromo di Roubaix (foto: © A.S.O. / Thomas Maheux)
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Sembrava un destino scritto quello di Alison Jackson. Quando aiutava il padre nella sua fattoria di bisonti ad Alberta, in Canada, doveva spostare delle pietre pesanti per evitare che i mezzi agricoli si rovinassero. Ci avrebbe mai creduto se qualcuno le avesse svelato che da lì a qualche anno avrebbe sollevato la pietra più importante della sua vita, quella della Parigi-Roubaix?

Certo che no, non ci avrebbe mai creduto. Anche perché Alison la bicicletta l’ha incontrata tardi rispetto agli altri professionisti. A Cycling Weekly ha spiegato: «Ho fatto molto sci e snowboard, ma ero una ginnasta, una ballerina e giocavo a pallavolo». Solo più tardi ha incontrato il ciclismo e per questo deve ringraziare Miss Ryan, la sua maestra di danza classica: «Credeva che non si fosse mai troppo vecchi per diventare esperti in qualcosa».

Dopo il primo anno d’università, aveva conosciuto tre ragazzi della sua città che praticavano triathlon e così si era iscritta anche lei ad una squadra locale. Successivamente le è stata data una borsa di studio per la corsa e il ciclismo: ecco come ha iniziato a fare sul serio. Ma la fattoria di bisonti, quella sì, la deve proprio ringraziare. «Mio padre adora quando lo dico, ma è vero: crescere in una fattoria mi ha insegnato il significato del duro lavoro. Stavamo fuori per molto tempo e questo mi ha dato resistenza al freddo».

Per vincere la Parigi-Roubaix allo sprint, l’esuberante Alison Jackson – sì, perché non riesce mai a trattenere un balletto quando è contenta – ha chiesto un consiglio ai pistard. Le hanno detto di fidarsi del suo istinto e lei lo ha fatto, con la scritta “Non pensare, fai e basta” sul manubrio. Ma se le chiedessero quale corsa sogna di vincere risponderebbe di nuovo la Parigi-Roubaix perché contenta è contenta, ma il suo desiderio è di vincere quella corsa infernale in un altro modo: in solitaria.