GIRO DONNE 2023 / Le pagelle di Giada Borgato. «Blanka Vas ha fatto la volata perfetta, Vos invece ha sbagliato tutto. E Silvia Persico merita un 8».

Podio d'arrivo della tappa 8 del Giro d'Italia Donne 2023: prima classificata Blanka Vas (Team SD Worx), seconda Chloe Dygert (Canyon SRAM Racing), terza Liane Lippert (Movistar Team). (Foto: Massimo Fulgenzi/SprintCyclingAgency©2023)
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Il Giro Donne è approdato in Sardegna per il gran finale e la penultima tappa da Nuoro a Sassari si è corsa con una temperatura che sfiorava i 40 gradi. Ma non dava respiro nemmeno il tracciato: un continuo saliscendi nell’entroterra sardo fino agli ultimi 500 metri che tiravano all’insù. Una frazione adatta alle velociste che riescono a difendersi sugli strappi, e infatti tra le grandi favorite della vigilia c’era Marianne Vos, la fuoriclasse olandese che ha vinto tre Giri e detiene il record di tappe conquistate alla corsa rosa: 32. Invece a Sassari si è imposta Blanka Kata Vas, giovane ungherese di 21 anni, che è una talentuosa delle multidiscipline. Tra le under 23 è stata vicecampionessa del mondo ai mondiali di ciclocross e di mountain bike e ai Giochi di Tokyo, ad appena 19 anni, ha sfiorato il podio piazzandosi quarta nella prova di cross country di Mtb.

Le pagelle quotidiane di Giada Borgato cominciano dalla campionessa ungherese, Blanka Vas una Van der Poel del gruppo femminile…

«Proprio così, un talento per tutti i terreni che a Sassari ha conquistato il suo successo più importante su strada. Le do un 9 meritatissimo perché ha fatto la volata perfetta. E’ stata la più forte e la più lucida perché aveva gambe. E’ arrivata su da dietro, ha sfruttato la scia delle altre che si sono piantate nel tratto finale ed è riuscita a vincere. Forse Vas è più conosciuta a livello di Mtb e cross, ma sono convinta che da qui in avanti farà vedere grandi cose anche su strada».

Sembra un gioco di parole, ma sul traguardo l’attesa era invece per Marianne Vos…

«Marianne non ha avuto gambe e si becca un 5. Un’atleta come lei, con la sua esperienza, ha fatto un errore perché è partita troppo lunga. Questi sono i suoi arrivi, ma lo sa benissimo che deve uscire negli ultime metri. Sarà anche senza squadra, ma non è una giustificazione. Anche da sola poteva arrangiarsi, invece ha completamente sbagliato».

Silvia Persico non delude mai: quarto posto, il suo miglior piazzamento finora al Giro.

«Anche Silvia era una delle favorite, perché era un arrivo atipico per le sprinter. Col suo spunto veloce poteva dire la sua Marta Bastianelli ma nel finale ha forato, Consonni non c’era e di fatto sono venute fuori quelle atlete veloci con uno spunto buono anche in salita. Persico ha fatto un ottimo sprint, le do 8 perché nei giorni scorsi ha dovuto anche tener duro per la classifica, cosa che non ha fatto Kata Blank».

Terzo posto per Liane Lippert, la tedesca della Movistar, al secondo podio di tappa dopo quello di Canelli.

«Do 8 anche a Lippert, perché ogni giorno lavora per la sua capitana Van Vleuten, è sempre lì, nel vivo della corsa fino alla fine, senza risparmiarsi. Riuscire ad avere una gamba così in uno sprint di potenza come quello di Sassari, vuol dire andare tanto forte».

Nel finale si è vista Letizia Paternoster, la squadra ha provato a portarla in volata…

«A Letizia non si può dare la sufficienza, con le caratteristiche che ha poteva pensare anche a una top ten, ma probabilmente nel finale è arrivata senza gambe».

Bella prova di Soraya Paladin che ha lavorato per spianare la strada a Chloe Dygert, poi seconda.

«Brava Soraya, le do un 7,5 perché ha attaccato e nell’ultimo chilometro ha fatto un forcing che ha selezionato il gruppo. E voglio dare un 8 anche a Dygert: è un’atleta fortissima e dopo la brutta caduta al mondiale a crono del 2020 è tornata alla grande e penso che per lei questo Giro rappresenti una rinascita».