Giro Next Gen, ecco la tappa regina: Staune-Mittet non ha ancora vinto, occhio ai crolli improvvisi

Giro Next Gen
I corridori alla partenza del Giro Next Gen con Johannes Staune-Mittet (Jumbo-Visma Development Team), Luke Lamperti (Trinity Racing), Edoardo, Zamperini (Zalf Euromobil Fior), Alexy Faure Prost (Circus - ReUz - Technord), Darren Rafferty (Hagens Berman Axeon), Alessio Martinelli (Green Project - Bardiani CSF - Faizanè) (foto: LaPresse)
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Se lo Stelvio era la salita regina di questo Giro Next Gen, la Possagno-Pian del Cansiglio di oggi è sicuramente la tappa più impegnativa. Da Vittorio Veneto in avanti, nemmeno un metro di pianura: o si sale o si scende.
Diverse le salite, tra riconosciute come Gpm e non: Borgo Castello, San Boldo, Nevegal, Pieve d’Alpago, Malga Cate, Campon. I chilometri sono 177, una frazione quasi professionistica. I distacchi si conteranno in minuti, il fuori tempo massimo è un rischio concreto, a crollare potrebbero essere anche i grossi calibri.

Perché gli Under 23 sono meno prevedibili e affidabili, per questo le loro gare sono spesso così spettacolari. In maglia rosa c’è Johannes Staune-Mittet, il favorito della vigilia nonché capitano della formazione più forte, la Jumbo-Visma Development. Ma nemmeno lui può sentirsi al sicuro: sullo Stelvio ha vinto, ma non ha fatto al vuoto. Alle sue spalle, infatti, ci sono due corridori che forse hanno reso sopra le aspettative e dai quali, quindi, ci si può attendere di tutto. Nel male, ma anche nel bene. Darren Rafferty è secondo a 19″, Alexy Faure Prost terzo a 39″: Staune-Mittet farà bene a non sottovalutarli, anche se tramite i suoi compagni potrebbe provare a neutralizzarli anche non necessariamente in prima persona.

Al quarto posto c’è il primo italiano, Alessio Martinelli della Green Project, distante 1’19” dal norvegese. Il leader dei suoi doveva essere Pellizzari, ma forte di una solidità non di poco conto Martinelli ha limitato alla grande i danni sullo Stelvio partendo oggi col sogno di poter conquistare il podio. Con Pinarello e Scalco dalla sua potrebbe provarci, anche se ad essere sinceri la tappa odierni sembra forse troppo dura per lui.

Chi sembrava poter tenere testa a Staune-Mittet, ovvero William Junior Lecerf e Hannes Wilksch, è distante: il primo a 1’44, il secondo a 1’42. Nella generale, appena davanti a Wilksch e subito dietro a Lecerf, c’è il tandem colombiano di Gianni Savio composta da Santiago Umba e German Dario Gomez: se fossero in giornata, e se si alternassero all’attacco, la corsa potrebbe davvero esplodere.

L’ascesa decisiva potrebbe essere quella di Malga Cate, la penultima, 7,6 chilometri al 7,3 per cento di pendenza media. È la penultima e arriva dopo 140 chilometri di gara, poi mancheranno i 10,1 al 6,4 di media del Campon. Fatta eccezione per Martinelli e i suoi compagni, impegnati nella generale, sarebbe bello vedere altri corridori italiani nel vivo della corsa. Soprattutto questi tre: Meris, Crescioli e Sandri.