Dopo aver narrato durante il Giro ai microfoni della Rai, storie, suggestioni ed emozioni catturate sulle strade della corsa rosa, Fabio Genovesi è ripartito per un nuovo “giro” tutto personale che lo porterà in tante librerie d’Italia per presentare il suo nuovo libro Oro puro uscito oggi (Mondadori, 438 pagine, 20 euro). E’ un potente romanzo storico che ripercorre la storia della scoperta delle Americhe attraverso lo sguardo di Nuno, un ragazzo che si imbarca sulla Santa Maria, una delle tre caravelle che nel 1492 salpano verso il Nuovo Mondo.
Torna dunque il mare, presenza importante nella vita e nella scrittura di Genovesi che è nato e vive a Forte dei Marmi. Ed è lui stesso a raccontare la genesi dell’opera che parte dalla lettura dei diari di Cristoforo Colombo e da un fatto in particolare.
«La Santa Maria, alla vigilia di Natale – ha spiegato Genovesi nel lanciare il volume – viene affidata a un giovane mozzo inesperto. La Santa Maria si incaglia, affonda e siccome rimangono solo due navi che non riescono a trasportare tutto quello che c’era sulla caravella, bisogna che qualcuno rimanga e con la legna della Santa Maria si costruisca una fortezza che si chiamerà La Navidad, in onore del Natale e sarà la prima colonia europea nel nuovo mondo. A questo nel resoconto di Colombo si dedica mezza riga. Non c’è nemmeno il nome, si dice solo “un giovane mozzo inesperto”. Io 15 anni fa mi sono detto che a questo giovane mozzo inesperto bisognava dargli un nome e una vita».
Ed è quello che fa con Oro puro, il titolo che il libro – tiene a precisare lo scrittore – ha avuto fin da subito. “Oro” è la parola attraverso la quale viene interpretata e letta la nuova realtà con due accezioni assolutamente opposte.
«Gli indigeni – dice Genovesi – cominciano a portare di tutto ma noi, i conquistatori, continuiamo a dire “nucai, nucai” che è la prima parola che impariamo nella loro lingua e vuol dire oro. E Nuno non capisce, ma capisce una cosa sola, appena sbarcano su questa nuova terra esce dal mare una ragazza bellissima e questo sì è l’oro vero di questa storia. Lui è l’unico che lo trova, e perdutamente si innamora perché la nostra vita e il nostro mondo sono fatti così, sono pieni di orrori orribili, delle più terribili atrocità, delle avidità più insensate fino alla nostra autodistruzione e poi, dal nulla, gratuiti, folli, scellerati momenti di generosa, assurda, sprecata, bellissima meraviglia».
Ed è questa meraviglia che Genovesi insegue, in un percorso di formazione ambientato in quello che è uno dei momenti storici fondamentali della storia dell’uomo, proponendo l’interpretazione della realtà di un ultimo, un semplice e rileggendo una delle più grandi scoperte dell’umanità – totalmente vanificata, sprecata dalla brama di soldi e di potere – attraverso gli occhi di chi invece fa dell’umanità, dell’amore, dell’attenzione alle persone il suo tesoro più grande.












