Non si era nascosto, anzi: Wout Van Aert aveva detto ai quattro venti che era venuto per vincere il Fiandre. Ha chiuso quarto, non può essere felice. Ci è voluto un po’ di tempo, infatti, prima che il leader della Jumbo-Visma venisse a parlare alla stampa: è rimasto a lungo sul bus della squadra, ma alla fine il belga è uscito con la moglie Sarah e il figlio Georges in braccio e qualcosa ha detto. Senza negare di essere molto deluso. «Naturalmente sono deluso. Sono venuto a vincere, ma non dovrebbe essere così».
Questo Fiandre conferma la difficoltà di Van Aert nelle classiche Monumento (ha vinto soltanto una Sanremo). «La gara è andata bene per la nostra squadra per molto tempo. Nathan Van Hooydonck faceva parte di un gruppo pericoloso davanti e quindi non dovevamo tirare». Poi però, quando è toccato a lui, Wout non è stato in grado di rispondere agli attacchi violenti di Pogacar e Van der Poel. «Sono stato un po’ sorpreso dall’attacco fortissimo di Mathieu van der Poel. Le gambe hanno parlato. È stato un Fiandre molto caotico con molte cadute. E il finale è stato molto lungo e pesante».
Van Aert è particolarmente deluso per la sua squadra. «Per me la vittoria era già andata, avevo perso sul Kruisberg. Domani girerò pagina e mi concentrerò sulla Roubaix. Non ho certo intenzione di strisciare in un angolo, la prossima settimana ci proverò di nuovo». Prima che Wout prenda la strada di casa, qualcuno gli chiede di Pogacar. E lui ha una sola parola: «Chapeau».













