Cordon-Ragot sulla Zaaf: «Nessuno ha ancora mai ricevuto lo stipendio. Sarà difficile andare avanti così»

Audrey Cordon-Ragot
Audrey Cordon-Ragot al Tour de France 2022 (foto: A.S.O.)
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Il buon inizio di stagione del team Zaaf Cycling è attualmente oscurato da una nube di incertezza e incredulità che gira intorno alla squadra spagnola. Questa è infatti una realtà nuova, ai primi mesi nel circuito, ma potrebbero rivelarsi anche gli ultimi se non si risolverà la situazione dei pagamenti mancati. Tutti i dipendenti della Zaaf, infatti, non hanno ancora mai ricevuto uno stipendio dalla squadra e nessun dirigente riesce a giustificare o spiegare la situazione.

Nelle ore scorse ha parlato a OuestFrance anche Audrey Cordon-Ragot, atleta francese del team. «I dirigenti continuano a prometterci che gli stipendi arriveranno, ma è così ogni settimana da quasi tre mesi. I soldi non si vedono e noi non possiamo vivere senza. È una situazione complicata: se entro la fine di marzo non riceviamo nulla, potremmo far ricorso al fondo di garanzia aperto presso la Federazione spagnola. Ma questo significherebbe la chiusura della squadra. Se invece aspettiamo un altro mese e poi non ci pagano, rimarremo scoperti per il periodo di aprile e quelli successivi. Questo perché il fondo di garanzia copre solo tre mesi di stipendio».

«Io e tutte le mie compagne stiamo iniziando a perdere le speranze. Peraltro, il problema non è che la squadra non ha il denaro. A quanto pare il problema è nel conto aperto in una banca spagnola, quello che è stato indicato all’Unione Ciclistica Internazionale come riferimento per le operazioni della squadra. I soldi su quel conto al momento sono bloccati perché non c’è la copertura necessaria da parte della banca. Ciò è rende tutto ancora più frustrante perché i soldi per pagarci ci sarebbero».

Cordon-Ragot rincara la dose dicendo: «Se la squadra però non trova una soluzione in fretta non vedo come sia possibile continuare. Anche perché non è una situazione che dà problemi solo a noi atlete, ma c’è tutto il personale che non viene pagato. A un certo punto, non si può più andare avanti».

Per la 33enne francese questo sarebbe il secondo progetto fallimentare che sposa, dopo quello finito con la chiusura della B&B Hotels «Io ancora in questa situazione? Si purtroppo è un’altra legnata per me. Stavolta, però, è diverso. Questa volta ho di fronte persone oneste che vogliono rimettere in piedi la situazione, non ci sono persone che dicono cose senza senso. Il problema, però, è che a un certo punto bisogna trovare delle soluzioni concrete».