La Movistar è uno dei team che meglio ha iniziato questa stagione. Sono già 4 i successi di tappa e 2 le corse vinte. Vittorie che sono arrivate con quattro corridori in altrettante gare: in Argentina con Gaviria, in Arabia Saudita con Guerreiro, in Oman con Jorgenson e negli Emirati Arabi con Rubio. Questo a dimostrazione della versatilità del roster a disposizione e di come la squadra spagnola abbia tanti corridori su cui puntare, nonostante il ritiro della leggenda Alejandro Valverde. Max Sciandri, diesse della squadra spagnola fa con noi il primo bilancio.
Questa sarà la prima stagione senza Valverde. Come avete vissuto questo addio? Alejandro avrà un futuro in Movistar?
«Valverde rimarrà sicuramente nell’organico Movistar, anche se ruolo e posizione sono ancora da definire. Io non ho ancora avuto il piacere di vederlo dal Lombardia. Però rimarrà nel team, quindi non sarà un addio vero e proprio».
Passando alla stagione che vi aspetta, il focus principale sarà quello di vincere un Grande Giro con Mas?
«I 3 podi alla Vuelta e i vari piazzamenti al Tour dimostrano che Enric è un corridore che può puntare a questo obiettivo».
Cosa manca al ragazzo per vincere una corsa del genere?
«È difficile dire cosa gli manca, stiamo parlando di un corridore che è sempre lì. La sua sfortuna è che lungo percorso ha trovato corridori del calibro di Pogacar o Roglic. Questi sono atleti eccezionali e più abituati a vincere di lui. Mas ha meno successi ed è un po’ più timido».
A volte sembra mancargli la capacità di fare l’attacco decisivo o lo scatto che lasci gli altri sul posto.
«Sì, Enric è uno che corre molto sulla difensiva, questo l’ha spesso pagato. Però sta cambiando e sta provando ad avere un atteggiamento più aggressivo. Speriamo che questo sia l’anno della rivalsa per lui e nel quale riesca a trasformare quei piazzamenti in vittorie».
Rimanendo sui corridori da corse a tappe. Ivan Sosa lo scorso anno non ha mantenuto le aspettative. Farà ancora classifica in un grande giro, oppure meglio concentrarsi sulle corse da una settimana?
«No, Ivan è un corridore una settimana. L’anno scorso lo abbiamo provato al Giro, ma abbiamo visto che le corse lunghe le soffre. Mentre ha vinto il Giro di Malesia e la Vuelta Asturias, facendo anche altri bei piazzamenti in altre gare più corte».
Altri due corridori che probabilmente stanno ottenendo meno di quanto ci si aspettasse sono Alex Aranburu e Ivan Cortina. Questo sarà l’anno giusto per qualche vittoria di rilievo?
«A entrambi è finora mancato qualcosa, ma spero che con l’arrivo di Gaviria riescano a migliorare e a dare quel qualcosa in più che gli faccia fare la differenza».
Sfrutto l’assist che mi fai. Come mai avete scelto di puntare su Gaviria? In Movistar era tempo che mancava un velocista di questo peso.
«Io il suo nome lo avevo fatto già la scorsa stagione. Però da noi funziona che Unzué chiede un consiglio a noi direttori sportivi, poi la scelta la prende lui. Quest’anno ha deciso che poteva essere l’uomo giusto e ne siamo felici. Io penso che dal suo arrivo possano giovarne tutti i nostri uomini veloci».
Il colombiano è spesso sembrato peccare più caratterialmente/mentalmente che fisicamente o per talento. Che Fernando avete trovato?
«Guarda per ora io l’ho visto solo in ritiro, non abbiamo ancora mai corso insieme. Sicuramente non è proprio uno stinco di santo. Però nel corso della mia carriera ho avuto corridori come Rohan Dennis, Cadel Evans o altri non facili da gestire. Ciò che ti posso dire è che quando il talento c’è, la testa si gestisce».
Fernando ha già vinto al debutto stagionale e sembra star bene. Visto che Mas farà il Tour e al Giro non avete un uomo da classifica, in Italia andrete per le volate?
«Sì, Fernando andrà al Giro d’Italia e nelle tappe per velocisti lavoreremo per lui. Però ci presenteremo alla corsa rosa anche con tanti giovani, che nelle altre tappe avranno libertà di cercare successo personale. Sarebbe fantastico vincere qualche di frazione».
Passando alle gare già disputate. In questa stagione siete partiti fortissimi, confermandovi una squadra insidiosa nelle corse a tappe brevi. Vincerne il maggior numero è il vostro obiettivo?
«Assolutamente. Questa è una squadra a cui piace a vincere i giri da una settimana e abbiamo tanti corridori competitivi in questi eventi».
Mentre per le classiche del Nord, ce n’è una su cui puntate particolarmente?
«Una in particolare no. Però abbiamo un bel gruppetto di corridori che vuole essere protagonista in quelle gare. Aranburu farà sia le Ardenne, che le classiche da Pavè e con ambizioni importanti. Jorgenson pure farà le prime e ci punta tanto. Invece Mas sarà alla partenza di Liegi e Freccia. Ovviamente non saremo mai tra i favoriti, ma noi correremo con l’obiettivo di prendere il massimo da ogni corsa».
Quello di marzo/aprile sarà il momento del calendario dove l’assenza di Valverde si farà sentire di più?
«Certo. Alejandro è sempre stato il nostro punto di riferimento, soprattutto nella seconda parte delle classiche. Quindi questa parte di calendario è un’incognita anche per noi, anche se abbiamo tanti giovani di talento che puntano a far bene».













