Lo stop di Cavalli. Borgato: «La squadra fa bene a tutelarla. Marta deve ritrovare fiducia»

Cavalli
Marta Cavalli alla conferenza stampa di presentazione dell'UAE Tour 2023 (foto: LaPresse)
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Cosa sta succedendo a Marta Cavalli? La cremonese aveva debuttato all’Uae Tour rimanendo staccata a causa del vento nel tappone dello Jebel Hafeet prima che iniziasse la salita. Poi dopo il ritiro alla Het Nieuwsblad, la squadra ha annunciato che Marta si fermerà, saltando anche la Strade Bianche «per recuperare totalmente dalle conseguenze fisiche dell’incidente della seconda tappa del Tour 2022».

Insomma quella brutta botta rimediata nella corsa francese, quando a terra era stata centrata in pieno dall’australiana Nicole Frain, sembra che ancora non sia stata superata. Ne abbiamo parlato con Giada Borgato, opinionista della Rai e firma di Bicisport, che ha seguito l’inizio di stagione di Cavalli.

«Può darsi – spiega Borgato – che sia rimasto un brutto ricordo di quella caduta e che Marta fisicamente, ma soprattutto mentalmente, debba ancora recuperare. In inverno è rimasta ferma per tanto tempo e le prime corse servivano per riprendere fiducia. Di sicuro l’Uae Tour non era la corsa più adatta perché soprattutto per il vento ci sono state situazioni di gara pericolose, in cui bisognava limare molto. Sulla carta poteva sembrare una corsa banalissima, pianeggiante dove non si rischiava nulla e invece ci sono state tante cadute e le ragazze che ho sentito mi hanno detto che in gruppo c’era molta tensione. Le atlete erano “fresche”, con grande voglia di farsi vedere, insomma nel plotone c’era un “ vespaio” e Marta più che i terreni, i tracciati, ha subito proprio lo stress del gruppo».

E infatti, sempre nel tappone dello Jebel Hafeet, Cavalli che pure si era staccata in pianura, sulla salita finale in realtà ha fatto registrare una buona prova.

«E’ difficile dare un giudizio tecnico sulla sua prestazione perché si è staccata prima di arrivare sul suo terreno e quello può essere dovuto non tanto alla condizione fisica quanto al fatto che lei, come ha detto, mentalmente non si senta ancora sicura in gruppo. Fisicamente solo Marta sa come sta e se ha recuperato al cento per cento o meno, ma secondo me la scelta di saltare la Strade Bianche è giusta perché quando non si è sicuri di affrontare certi tipi di corse, si rischia molto. La squadra sta tutelando Marta e fa bene, perché adesso arriva un periodo di gare complicate, anche se da quello che so dovrebbe saltare le classiche delle pietre e fare solo le Ardenne».

Marta deve ritrovare non solo fiducia in se stessa, ma soprattutto deve riprendersi il suo posto in quel gruppo che al Tour in qualche modo l’aveva tradita…

«L’incidente del Tour – conclude Borgato – Marta se lo porterà dietro a lungo perché le cadute che non ti aspetti sono le più brutte. Avrà sempre il terrore di pensare: oddio cado e mi viene addosso qualcuno… Lei si è trovata coinvolta in una caduta, di sicuro si era accorta che stava andando giù perché il corridore in una frazione di secondi lo capisce e si prepara a cadere. Il problema è che non ti aspetti che qualcuno ti travolga e prendi quella botta impressionante».

Ci vorrà ancora del tempo per ritrovare quella Cavalli sicura e vincente che lo scorso anno aveva monopolizzato la prima parte della stagione. Anche nel 2016, quando era ancora juniores, Marta ebbe un lungo stop dovuto a una caduta durante un allenamento con la nazionale sulla pista di Montichiari nella quale aveva riportato lo schiacciamento di un rene. Per due mesi rimase immobilizzata a letto e per altri otto non toccò la bici.

«Dopo quell’incidente – ci aveva detto Cavalli lo scorso settembre, quando si preparava a tornare in bici dopo due mesi di assenza dalla corse – mi è scoppiata una passione fortissima per la bici che prima non avevo e questo mi dà la certezza che si torna con più carattere. Le cose brutte mi hanno aiutato a crescere e anche questa volta sarà così».

I suoi tifosi non aspettano altro…