Arctic Race of Norway 2022 / Pagelle: la Cofidis si scioglie nel finale, Leknessund numero da vichingo e per Conci un podio da World Tour

Il podio dell'Arctic Race of Norway con Leknessund, Houle e Conci
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Da Hushovd a Lenkessund, il passaggio di consegne tra “vichinghi” è simbolico, vero e sentito. La folla festante di Trondheim con le bandiere rosse, bianche e blu quando il trofeo dell’Arctic Race of Norway 2022 si alza nel cielo di Trondheim sollevato dalle braccia di Andreas Leknessund, esulta e grida il nome del proprio eroe. Quattro giornate fantastiche nella corsa più a Nord nel mondo del ciclismo che quibicisport vi ha raccontato attimo per attimo anche sui Social, portandovi dentro l’atmosfera unica di un evento che il prossimo anno taglierà il traguardo delle dieci edizioni. La Cofidis perde la maglia gialla sul più bello e c’è anche l’Italia sul podio finale grazie a un super Nicola Conci, proiettato nel World Tour. Le pagelle dell’Arctic Race of Norway sono su Bicisport.

Arctic Race of Norway 2022 – Le pagelle di Bicisport

ANDREAS LEKNESSUND 9 – Un attacco da vichingo, da lontano con un mini-esercito composto da due valorosi compagni di avventura: Fabien Grellier della Total Energies e Alessandro Verre della Arkéa-Samsic. Sul circuito finale ne ha di più e trascinato – oltre che da una condizione pazzesca e invidiabile – dal fantastico pubblico di Trondheim, il 23enne di Tromsø vincitore nel 2020 del Giro del Friuli conquista la seconda vittoria stagionale dopo quella ottenuta nella seconda tappa del Giro di Svizzera, davanti ad Alberto Bettiol. La Norvegia ha un nuovo nome sul quale puntare.

HUGO HOULE 8.5 – Tra le tante carte nel ventaglio della Israel Premier-Tech, il canadese è stato sin dalla prima tappa il più credibile da scegliere in ottica classifica generale. Anche perché arrivava dalla splendida tappa vinta al Tour de France a Foix e dedicata all’indimenticabile fratello. Si è inserito nell’azione finale e per appena otto secondi non ha indossato la maglia gialla sul podio di Trondheim.

NICOLA CONCI 8 Terzo italiano sul podio nella storia dell’Arctic Race of Norway, a sei anni di distanza dal trionfo di Gianni Moscon occasione nella quale salì sul terzo gradino anche Oscar Gatto. Nelle due tappe decisive ha risposto presente: in Top Ten sulla Skallstuggu Summit, secondo nel gran finale di Trondheim. Il miglior viatico e biglietto da visita possibile prima degli ultimi impegni stagionali (Giro di Danimarca dal 16 al 20 agosto, ndr) e soprattutto prima del salto più che probabile nel World Tour con la Alpecin-Deceuninck. Bravo!

ALEX ZINGLE 7 – Nel freddo di Mo I Rana, il giovane della Cofidis ha lasciato il segno con un’azione da corridore vero. Avrà tempo per migliorare e il quarto posto lo ripaga per le quattro giornate in Norvegia.

VICTOR LAFAY 7 – Benissimo ieri sulla Skallstuggu Summit, benino oggi. Aveva la maglia gialla e avrebbe dovuto difenderla meglio. Resta la grande vittoria nella terza tappa, con il grande amaro in bocca di aver sciupato l’occasione di conquistare anche la maglia gialla.

KRISTIAN SBARAGLI 7 – Compagno del giorno nella frazione regina. La maglia di vichingo dell’ultima tappa per Kristian Sbaragli è il giusto premio a conclusione di una Arctic Race of Norway 2022 corsa sempre in prima linea e senza mai risparmiarsi. La caduta della seconda tappa da Mosjøen a Brønnøysund non lo ha minimamente condizionato e se la Alpecin-Deceuninck è salita sul podio anche come miglior team della sfida norvegese, una buona percentuale va accreditata al corridore empolese.

ALESSANDRO VERRE 6.5 – Il lucano della Arkéa-Samsic dopo un inizio difficile, condizionato dal freddo, ha concluso l’Arctic Race of Norway 2022 con un attacco da lontano, insieme al vincitore della classifica generale. Onesto con se stesso, ci ha detto che dovrà capire cos’è che non va in lui. Ma forse è stato fin troppo autocritico: da questa esperienza in Norvegia ne esce sicuramente più consapevole del proprio potenziale e dei limiti che dovrà spostare un po’ più in là. Compirà 21 anni a novembre, la maturità da atleta è vicina e deve costruire le basi per un futuro da corridore per le corse a tappe.

COFIDIS 5.5 – Come il tennista che butta via il match, quando ormai vincere e servire per il fatidico “Game, set and match!” sembra cosa fatta. Forse avere due corridori in lotta per il successo finale li ha penalizzati? Forse no. Sul giudizio finale pesa il mancato sigillo nella classifica generale, ma i due successi di tappa con Zingle e Lafay sono quelli che contano di più per la squadra diretta da Roberto Damiani: in termini di valore sportivo e nell’economia del ranking Uci. La lotta per non retrocedere è un catino bollente come i gironi infernali danteschi e ogni punto aggiunto, vale un’enormità.