Baldato guida la Uae: «Insieme ad Almeida ci saranno Covi, Formolo e Ulissi. Gaviria? Punteremo sulle sue volate»

Baldato
Fabio Baldato, diesse della UAE Team Emirates
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Nonostante la giovane età (compirà 24 anni il 5 agosto), Joao Almeida sembra aver già stretto un legame indissolubile col Giro d’Italia. Nell’edizione autunnale del 2020, da neoprofessionista, sfiorò più d’una vittoria di tappa, vestì la maglia rosa per 15 giorni e chiuse al 4° posto. Lo scorso anno tornò con grandi ambizioni, ma per due settimane la Quick-Step decise di utilizzarlo come uomo più vicino ad Evenepoel. Un paio di giornate difficili del belga costarono al portoghese qualche minuto di troppo. Alla fine, protagonista di una terza settimana consistente, fu 6° a meno di un minuto dal 4° di Vlasov. Con Fabio Baldato, direttore sportivo della Uae, ci avviciniamo alla Corsa Rosa.

Come tanti altri colleghi, Almeida in primavera non ha corso molto, ma ha raccolto dei buoni risultati: 5° all’Uae Tour, 8° alla Parigi-Nizza, 3° alla Volta a Catalunya con una frazione e un ritiro al Gran Premio Indurain. Non corre da allora, era il 2 aprile. Per la prima volta a guidarlo dall’ammiraglia ci sarà Fabio Baldato, alla seconda stagione con la Uae Team Emirates.

Baldato, avete parlato del percorso del Giro? Forse Almeida avrebbe preferito più chilometri a cronometro, viste le sue ottime doti sul passo.

«Senza dubbio una o due cronometro di una trentina di chilometri ci sarebbero piaciute molto e Almeida ne avrebbe tratto vantaggio: degli scalatori presenti al Giro è uno dei migliori nelle prove contro il tempo. Non possiamo fare altro che prenderne atto: il percorso è spettacolare, anche se non ci viene particolarmente incontro». 

Qual è la tappa regina, quella del Mortirolo e del Santa Cristina o quella della Marmolada?

«Numeri alla mano, il dislivello complessivo è maggiore nella prima. I numeri contano, attenzione, però non sono tutto. Entrano in gioco altri fattori ugualmente importanti come il meteo, la forma fisica, gli imprevisti, le intenzioni delle altre squadre». 

Qual è quella di riferimento, secondo te?

«La Ineos, e chi se no? Ho letto che porteranno corridori fortissimi: Carapaz, Sivakov, Porte. L’ecuadoriano è il loro capitano, ma hanno tantissime alternative».

Baldato, avete pensato a come potreste metterli in difficoltà?

«Ne abbiamo parlato e continueremo a farlo, certo. Questo è il piglio che mi piace: pensare a dove poter attaccare, non a dove stare attenti perché si può soffrire. Nelle tappe di montagna è difficile sorprendere: i punti decisivi sono quasi obbligati e le energie iniziano a scarseggiare. Piuttosto, è possibile inventarsi qualcosa al Sud».

Nella Diamante-Potenza, ad esempio: una frazione durissima pur senza presentare grandi ascese.

«E’ una tappa che terrà tutti sull’attenti. Penso anche a quella di Napoli del giorno dopo: percorsi vallonati, nervosi, tecnici, lungo i quali il gruppo si può spezzare in qualsiasi istante. Potremo contare su una squadra forte e compatta, che ha trascorso le ultime settimane in ritiro sulla Sierra Nevada. Si è creata una bella atmosfera e questo mi lascia tranquillo».

Chi ci sarà al fianco di Almeida?

«Ci saranno Covi, Formolo e Ulissi, quindi si parlerà italiano. Ma anche Gaviria, rientrato alle gare proprio in questi giorni al Romandia dopo la frattura della clavicola riportata alla Omloop Het Nieuwsblad di fine febbraio. Sta dimostrando un buon colpo di pedale. Completano la selezione Rui Costa e Oliveira, oltre a Richeze naturalmente». 

Anche un paio di corridori per aiutarlo nelle volate quindi…

«In linea di massima, pur avendo come obiettivo principale la maglia rosa con Almeida, non ci tireremo indietro dalla ricerca delle vittorie di tappa. Ulissi e Covi avranno le loro chance, Formolo invece sarà il compagno di fiducia di Almeida: secondo me è il ruolo che gli si addice maggiormente, è generoso ed esperto ormai. Guardate quello che ha fatto alla Sanremo: ecco, quel Formolo sarà il nostro uomo in più».

E in ammiraglia ci sarà Fabio Baldato, che guiderà Joao Almeida per la prima volta.

«Confermo, infatti ogni tanto sento Davide Bramati, il suo ex direttore sportivo alla Quick-Step, e mi faccio dare qualche consiglio. Reputo Almeida un ottimo corridore, il resto lo scoprirò giorno dopo giorno. Indipendentemente da tutto, il nostro obiettivo rimane sempre lo stesso: vincere».