PARIGI-ROUBAIX / Marco Villa: «Con Ganna abbiamo lavorato molto in pista. Sta bene, sul pavé può dire la sua. L’incognita? La distanza»

Villa
Filippo Ganna e Marco Villa in una foto d'archivio a Montichiari
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L’ultimo ad aver visto in azione Filippo Ganna prima della partenza per la Francia è stato Marco Villa, che lo ha avuto con sé sulla pista di Montichiari per alcuni giorni. I due hanno passato ore nel velodromo lombardo per preparare il grande appuntamento della Parigi-Roubaix, lavorando duramente per arrivare nella migliore condizione alla partenza da Compiegne.

L’Italia, senza Colbrelli e Moscon, assenti per differenti motivi, punta tutte le sue carte sul campione del mondo delle prove contro il tempo. Ganna non smette mai di sorprenderci, ci ha regalato diverse emozioni in questi anni, molte delle quali proprio al fianco del commissario tecnico della pista. Chi meglio di Villa può dunque descriverci lo stato di forma attuale di Filippo e i giorni precedenti l’Inferno del Nord?

Villa, andiamo dritti al sodo. Come sta Ganna?

«A livello prestazione direi bene. Ha buoni numeri e credo che a Montichiari abbiamo fatto un ottimo lavoro in preparazione alla Roubaix. Oltre a stare abbastanza bene fisicamente, l’ho visto anche molto motivato. Sa che non sarà facile, però vuole fare bella figura. Le caratteristiche per farla le ha».

Ha smaltito i problemi post-Tirreno?

«Diciamo che non arriva alla Roubaix come avrebbe voluto. Sperava di correre la Sanremo al 100% e invece ha avuto diversi problemi di salute legati al tanto freddo patito alla Tirreno, specie sul Carpegna. Dopo la Classicissima l’idea era quella di fare molte corse in Belgio, per trovare il feeling giusto con le pietre. Purtroppo ha dovuto rinunciare per evitare di peggiorare la situazione».

Ha praticamente corso tre giorni in Francia prima di ritirarsi…

«Era partito bene al Circuit de la Sarthe con il quinto posto nella prima tappa. Poi giorno dopo giorno ha pagato l’assenza dalle gare. Gli mancava ritmo».

Potrebbe essere questa mancanza di ritmo un suo punto a sfavore domenica?

«La Roubaix è una corsa lunga e impegnativa. Sta bene, ma sul pavé ti si può spegnere la lampadina in qualsiasi momento. Se c’è un’incognita per domenica è proprio il fondo».

A Montichiari su cosa avete lavorato?

«Abbiamo utilizzato la bici da corsa a punti e quella a cronometro, lavorando sulla forza, la frequenza e la resistenza latticida. Abbiamo fatto un buon lavoro, ora starà a lui mettere in pratica tutto quello che abbiamo fatto in pista».