Giro U23, la delusione della Trinity per il mancato invito: «Abbiamo vinto con Pidcock, vestito la rosa con Turner e molto altro. Non capiamo le scelte dell’organizzazione»

La maglia Rosa di Thomas “Tom” Pidcock (Trinity Road Racing) con Marco Selleri
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Il Giro d’Italia Under 23, come ben sappiamo, è insieme al Tour de l’Avenir (ma lì si corre per nazionali) la corsa più importante in calendario riservata ai dilettanti. Le squadre di tutto il mondo ogni anno scrivono a Selleri e all’organizzazione per ricevere un invito e mettere in mostra i propri corridori.

Anche quest’anno Selleri ha ricevuto oltre 70 richieste dall’Italia e dall’estero, dovendo sceglierne solamente 35. La scelta è ricaduta su 17 straniere e 18 italiane e inevitabilmente qualche grande team è rimasto escluso. Ha lasciato abbastanza attoniti il “no” alla Trinity Racing, squadra britannica che nelle passate edizioni è stata grande protagonista.

Nel 2020 hanno vinto con Thomas Pidcock, mentre lo scorso anno hanno vinto una tappa con Ben Healy, chiuso la classifica generale con il quarto posto di Thomas Gloag e vestito la maglia rosa per un giorno con Ben Turner. Quest’anno la Trinity avrebbe avuto proprio in Gloag uno dei possibili vincitori della corsa e con un lungo post sui social ha espresso la propria contrarietà alle scelte dell’organizzazione del Giro Under 23.

«La notizia del nostro mancato invito ci ha lasciato davvero delusi. È una corsa che amiamo e in cui abbiamo sempre fatto molto bene. Non capiamo la scelta dell’organizzazione. Dimostreremo quest’anno che avremmo meritato l’invito, così da essere al via nella prossima edizione».