Girmay, l’Africa e il ciclismo. La vittoria alla Gand come rampa di lancio per tutti i ragazzi del Continente

Girmay
Biniam Girmay alla partenza della Parigi-Nizza 2022 (foto: A.S.O./AlexBroadway)
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Ormai da qualche anno l’Africa è entrata nel ciclismo. Prima la sponsorizzazione di diverse squadre, anche World Tour, poi la crescita esponenziale dei corridori stessi e di alcune corse. E c’è grande attesa sul primo campionato del mondo nel Continente che si svolgerà in Ruanda nel 2025. Ad aver attirato l’attenzione di tutto il mondo del ciclismo è però il giovanissimo Biniam Girmay.

Nato ad Asmara il 2 aprile 2000, Girmay ha dato sfogo a tutto il suo talento in questo inizio di stagione. Ma per chi segue da vicino le corse, già lo scorso anno non erano sfuggiti i tanti piazzamenti importanti in corse di primo piano, tra cui il secondo posto al campionato del mondo Under 23 alle spalle del nostro Filippo Baroncini.

La Intermarché-Wanty-Gobert ha puntato su di lui dopo che la Delko aveva annunciato la chiusura. Si è fatto piano piano spazio in squadra e adesso è a tutti gli effetti il leader per le grandi corse. La vittoria alla Gand-Wevelgem ha segnato un passo importante nella storia del ciclismo. Girmay è il primo corridore africano a conquistare una classica World Tour. Un successo di enorme rilevanza per tutto il movimento africano e l’inclusività in questo sport.

«Questo successo è molto importante per me, ma credo possa esserlo anche per il futuro di tutti i ciclisti africani». Le difficoltà di emergere in un Continente in cui le corse sono poche, così come gli sponsor e i talent scout. Ecco perché la vittoria di Girmay alla Gand può cambiare il modo di vedere il ciclismo africano. E chissà che il suo trionfo non possa anche fare da rampa di lancio ad altri ragazzi come lui.