Volpi, il Mago della Sanremo: da Bugno a Mohoric, storia di sei trionfi

Alberto Volpi, direttore sportivo della Bahrain-Victorious in una foto d'archivio
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«La Sanremo non devi avere paura di perderla, perché ci sono molte più possibilità di perderla che di vincerla». Alberto Volpi è lo Special One della Classicissima, e il traguardo di Via Roma è il suo teatro dei sogni: sei trionfi in trentadue anni, una conquista che salta da una generazione all’altra del grande ciclismo. Parte da Gianni Bugno nel 1990 e arriva a Matej Mohoric, l’ultima perla da inserire nella collana memorabile di successi. Tre in sella al fianco di Bugno, Furlan (1994) e Colombo (1996) e tre da direttore sportivo con Alessandro Petacchi alla Fassa Bortolo nel 2005, Vincenzo Nibali alla Bahrain-Merida nel 2018 e ieri con il “kamikaze” sloveno: uno che aveva 4 in Educazione Fisica ha regalato al tecnico varesino una giornata da lacrime e brividi, con la seconda media oraria di sempre (45.331 km/h) dopo quella di Bugno nel 1990 (45.806 km/h). Un’epopea spaziale, la sestina vincente destinata a impreziosirsi negli anni a venire.

Alberto Volpi, lo Special One della Milano-Sanremo: sesto trionfo alla Classicissima

I sogni raramente corrispondo alla realtà. E la realtà è arrivata con il numero fantascientifico di Matej Mohoric: un trionfo studiato nei minimi dettagli, curando quei famosi “marginal gains” come il reggisella telescopico che però senza la tattica perfetta del team asiatico, non sarebbero mai potuti bastati. Tutto molto bello, bellissimo: dagli sprint ai finali in solitaria di Nibali e Mohoric c’è un fil rouge in comune e si chiama Alberto Volpi. Sempre sorridente, sempre pronto a dispensare consigli fondamentali suo Dream Team di campioni da Grandi Classiche. In tempi non sospetti, alla Strade Bianche, gli inviati di quibicisport hanno parlato con lui proprio dell’evoluzione di Mohoric in ottica corse di un giorno. La risposta è arrivata puntuale e Volpi ha un modo di gestire la squadra alla MasterChef, dosando con esperienza ogni ingrediente. Modo di gestire la squadra alla MasterChef, dosando con esperienza ogni ingrediente.

Le parole di ieri, lasciano trasparire grandi emozioni: «Ogni volta è sempre più bello, ogni volta è sempre emozionante. Stavolta ancora di più perché nessuno ci dava tra i favoriti, ma questo è stato la nostra forza: affrontare questa giornata in maniera staccata e disinteressata, ma consapevoli di avere due-tre corridori di alto livello, ti fa correre Sanremo. La Milano-Sanremo è questione di attimi e noi il corridore per l’attimo giusto lo avevamo: Mohoric i tempi li sbaglia poco».

Per raccontare la vittoria di Vincenzo Nibali nel 2018, scelse queste parole molto significative: «Rubo la frase di un politico: un buon sarto se ha una buona stoffa e non è un sarto distratto, riesce a confezionare un buon abito. La buona stoffa in questo caso si chiama Nibali. Vincere la Sanremo non è solo fortuna ma anche questione di tattica e tutto deve girare nel modo giusto».

Si aspettava il coup de théâtre, la dimensione sportiva della rivolta, se non della rivoluzione ed è arrivato con Volpi e la sua Bahrain. Lo show continua.