Pozzovivo, il “Dottore” sulla strada del debutto con l’Intermarché alla Ruta del Sol, Scimone: «È una testa atomica, speriamo di avere più fortuna»

Domenico Pozzovivo, in una foto d'archivio, all'arrivo della tappa di Sestola al Giro d'Italia 2021
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Domenico Pozzovivo, stagione numero 18. Il “Dottore” – soprannome che deve alle sue lauree in Economia e Scienze Motorie – decise di diventare un corridore dopo aver visto passare il Giro d’Italia davanti a casa sua a Montalbano Jonico, colpito dal fatto che a giocarsi la vittoria c’erano atleti da tutto il mondo. Il mondo poi ha iniziato a girarlo, in sella alla sua amata bicicletta grazie alla quale è diventato un professionista esemplare e apprezzato. Domani il lucano inizia l’avventura con l’Intermarché-Wanty-Gobert, la squadra che ha creduto nelle sue qualità sconfinate: forza, testa e grinta. Raimondo Scimone, procuratore del neo-acquisto del team di Valerio Piva, alla vigilia del debutto alla Ruta del Sol, su quibicisport rivela com’è andata la trattativa e le aspettative per il 2022.

Diciottesima stagione da professionista per Domenico Pozzovivo: pronti a partire?

«Abbiamo sudato molto per arrivarci. Vediamo, dai. Domenico (Pozzovivo, ndr) è contento. L’aspetto che ci preme di più ed è fondamentale, è quello di essere rimasti nel World Tour e di avere accesso a un calendario importante con l’idea chiara di fare bene al Giro d’Italia».

L’Intermarché-Wanty-Gobert è una squadra in crescita e cerca risultati. Come avete vissuto le ultime settimane, prima della firma?

«Domenico (Pozzovivo, ndr) ha fatto l’inverno di sempre senza particolari cambiamenti, come se avesse avuto sin dall’inizio della preparazione il contratto in tasca. Lui ha un livello di professionalità, di capacità e di concentrazione che io non ho mai visto in nessuno, perlomeno in quelli che conosco bene. Domenico (Pozzovivo, ndr) è tutta testa, è una vera e propria testa atomica, ha una forma di determinazione che molto spesso è fonte di ispirazione per gli altri. Lui è andato avanti tranquillo e logicamente più passava il tempo, più la cosa diventava stressante. Però dal mio punto di vista, ho sempre pensato che fosse appetibile per molte squadre, quindi siamo riusciti a trovare una porta aperta».

Obiettivi per questo 2022?

«Dovrebbe dirlo lui, ma l’obiettivo principale era quello di trovare una bella sistemazione ed è stato raggiunto. Adesso l’idea è chiaramente quella del Giro d’Italia, però ci sono delle fasi intermedie di avvicinamento che possono essere dei buoni indicatori sulla sua condizione. Intanto vediamo come pedala in gruppo, a partire da domani alla Ruta del Sol. Da lì, si farà il programma. In base ai riscontri iniziali sapremo poi quando inserire le alture, quale calendario fare se Catalogna o Paesi Baschi».

Con quali aspettative inizia l’esperienza alla Intermarché-Wanty-Gobert?

«Quest’anno la squadra è partita molto bene e questo è un ulteriore stimolo per Domenico (Pozzovivo, ndr). Se avesse dovuto ricominciare da una Professional, avrebbe dovuto sobbarcarsi anche alcune responsabilità. Invece, entrare in una squadra altisonante come un corridore piuttosto importante e vedere le cose girano già bene, è doppiamente motivazionale. Domenico è abituato a lavorare con le squadre straniere, anche perché nel World Tour ci sono soltanto squadre degli altri Paesi. Non ha problemi di lingua, di inserimento e come corridore, anche se dovesse trovarsi in condizione di essere il leader al Giro d’Italia, non richiede uno squilibrio della squadra, si sa arrangiare. Prevedo solo cose belle, ma chiedo un po’ di fortuna che non ha mai avuto in vita sua, diciamoci la verità».