Turchetti porta la Gallina Ecotek Lucchini tra le Continental: «Lo abbiamo fatto per essere più appetibili sul mercato»

Delio Gallina
La Delio Gallina in allenamento (foto: Delio Gallina Ecotek Colosio)
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Dal prossimo anno la batteria delle Continental azzurre potrà contare su un’altra unità: la Gallina Ecotek Lucchini. E’ stato Cesare Turchetti, il team manager della formazione, il principale promotore dell’operazione, coadiuvato dal presidente Tiziano Terilli. «Potrei dirvi – spiega – che abbiamo fatto questo passo perché ci crediamo davvero, perché così andremo all’estero e i nostri ragazzi cresceranno meglio, di più e in tempi brevi. Ma non ne sono mica così sicuro…».

La domanda sorge spontanea, Cesare: perché avete preso questa decisione, allora?

«Perché, almeno per come la vedo io, era arrivato per noi il tempo di adattarsi. Sapete quanti ragazzi mi hanno detto “da voi non ci vengo perché non siete una Continental” oppure «Cesare, niente di personale, ma vado via perché l’altra squadra è una Continental e non posso rifiutare”?» 

Quindi, così facendo, sperate di perdere pochi corridori.

«Magari nessuno, vivaddio. Io sinceramente non ne potevo più. Alcuni ragazzi che correvano per me, pur di andare in una Continental, hanno buttato via quelle poche possibilità che avevano di raggiungere il professionismo. Avevo la sensazione di non poter più controllare la mia realtà, che questa si trasformasse a mia insaputa e nonostante i miei sforzi».

Intanto siete riusciti a confermare i vostri migliori corridori.

«E di questo sono felice. Bauce, Gatti e Pongiluppi hanno dimostrato di sapersi piazzare con costanza e perfino di vincere, un fattore mai secondario specialmente a questi livelli. E poi c’è Calzoni, che sta crescendo a vista d’occhio: se tutto va per il verso giusto, nel 2022 potrà lottare per strappare un posto tra i professionisti».

Saranno questi, insomma, i vostri atleti di punta.

«Sì, senza dimenticare ovviamente dell’ingaggio più importante che abbiamo fatto: Francesco Di Felice, un classe 1997 con molta esperienza e diverse vittorie nel palmarès. L’uomo di riferimento sarà lui. Mi piace nominare anche Tsarenko, ucraino del 2000 tutto da scoprire ma che, a mio parere, ha qualcosa da dire».

Avete già avuto modo di constatare se il passaggio tra le Continental vi ha reso più appetibili o meno?

«Questo sono valutazioni che dovremo fare alla fine della prossima stagione, credo. Però qualche piccolo riscontro l’ho già registrato, in particolar modo tra gli sponsor. La possibilità di correre coi professionisti, e magari di finire in televisione, hanno sempre il loro fascino. Tra l’altro, pensavamo che un salto del genere fosse economicamente dispendioso: circa 35.000 euro in più di quest’anno non sono pochi, ma nemmeno eccessivi. E magari, riuscendo a metterci in mostra e a convincere qualche azienda, alcune spese potremmo persino risparmiarcele».

Detto questo, Cesare, a cosa servono secondo lei le Continental?

«Se devo essere sincero, non sono un grande estimatore della categoria. Però mi rendo conto che la Ecotek viene da un’altra esperienza rispetto a tante altre formazioni. Quest’anno, pur essendo una squadra dilettantistica tradizionale, abbiamo corso in tutta Europa: Spagna, Romania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria». 

Quindi sta dicendo che il vostro calendario non cambierà in maniera sostanziale.

«Esatto, fatta eccezione per quelle gare professionistiche alle quali potremo essere invitate. Penso a quelle di Adriano Amici, ad esempio. Però mi sorge un dubbio: considerando il numero di Continental ci sono adesso in Italia, quante non riceveranno gli inviti e rimarranno tagliate fuori? Quelle gare avranno richieste da formazioni World Tour, Professional e magari anche Continental straniere. Vediamo, noi per il momento siamo tranquilli perché quest’anno abbiamo fatto bene».

Tanti piazzamenti e sette vittorie, come la Viris, quarte tra le squadre alle spalle di Colpack, Zalf e General Store.

«Ho sempre amato il ruolo del direttore sportivo, ma all’inizio di quest’anno ho deciso di ricoprire quello di team manager lasciando la squadra in mano a Simone Bertoletti. Non sono un ingrato, ma la realtà dei fatti è che i ragazzi non portavano a termine una gara. Così in primavera ho ripreso io in mano la situazione e l’annata si è rivelata proficua». 

Con quale spirito vi avvicinate al 2022?

«Siamo gli stessi dello scorso anno, non ci sentiamo più bravi perché adesso facciamo parte delle Continental. Non basta allestire una squadra più costosa e più grande per vincere più gare e far passare tra i professionisti un maggior numero di ragazzi. Come ho spiegato, abbiamo preso questa decisione per non essere considerati da meno di altre squadre. Se avremo fatto bene o male ve lo dirò tra un anno di questi tempi».