Bernal, i programmi del 2022 e i presunti contatti con la Israel: «Tour, ma preferisco il percorso del Giro. Con altre squadre non è successo niente»

Egan Bernal al Giro d'Italia Criteirum dell'Expo 2020 Dubai (foto: RCS Sport/Luca Bettini/BettiniPhoto)
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Egan Bernal fa parte a pieno titolo e a pieni titoli dei giovani eroi di una stirpe nuova che si sta imponendo nel mondo del ciclismo. Prototipi e grandi esempi dei corridori moderni, generati dall’evoluzione del sport, ma anche della continua ricerca di perfezionamento curata attraverso staff straordinari. A margine del Giro d’Italia Criterium a Dubai, la maglia rosa 2021, ha parlato dei suoi programmi futuri e dei presunti contatti con la Israel Start-Up Nation. Il colombiano è oggetto del desiderio di molte squadre, ma per ora la Ineos-Grenadiers se lo tiene stretto.

In un’intervista rilasciata a Marca, “Eganito” ha parlato delle incomprensioni immaginate e trapelate con Adam Yates, suo compagno di squadra, che in base ad alcuni rumors avrebbe avuto da ridire sulla condotta di gara della Vuelta di Spagna 2021, sono state prontamente rispedite al mittente da Bernal: «No, no, no. Non c’è stato nessun problema, davvero. Con Yates sono andato molto d’accordo. Mi sembra una persona estremamente calma. Un ciclista di classe. Mi piaceva davvero. Penso sia stata la mia prima gara con lui ed è stato tutto fantastico. Non c’è problema, davvero». Proprio a causa dei possibili problemi col compagno, si era parlato anche di un possibile passaggio di Bernal alla Israel Start-Up Nation, ma anche in questo caso è arrivata una pronta smentita: «Non ho mai parlato con la Israel. Ovviamente si dicono tante cose, ma non è mai successo niente»

In chiusura Bernal ha parlato dei rivali più accreditati in vista della prossima stagione e degli aspetti da migliorare per quanto lo riguarda: «Forse ci affronteremo nel prossimo Tour o forse dovremo aspettare. Di sicuro sto affrontando una delle migliori generazioni della storia. Al momento ci sono una decina di corridori che potrebbero fare la storia: Van Aert, Remco, Ganna, Roglic, Pogacar… Ce ne sono parecchi. Per me è un onore poter correre in questo periodo e combattere. Questo mi motiva ad essere più forte. Nelle crono è dove perdo più tempo. Da due anni non riesco quasi a lavorare a causa del mio problema alla schiena. Ora finalmente sono di nuovo in grado di lavorare anche in pista e in galleria del vento. Penso che siamo sulla strada giusta