Il velodromo di Montichiari chiude per lavori: Ganna e gli altri azzurri costretti ad allenarsi in Svizzera

Montichiari
Filippo Ganna, Marco Villa ed Elia Viviani in una foto d'archivio al velodromo di Montichiari
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I mondiali su pista si sono chiusi con un assoluto trionfo per la nazionale azzurra, quattro ori per un totale di dieci medaglie equamente divise tra uomini e donne. Come Silvio Martinello ha ricordato in questi giorni, i successi della nazionale non devono però nascondere quelli che sono i problemi alla base del movimento, su tutti quello degli impianti al coperto.

In molti sapranno che il velodromo di Montichiari è l’unico al coperto in tutta Italia. In quella pista in provincia di Brescia, Marco Villa e Dino Salvoldi hanno creato un vero e proprio capolavoro, nonostante alcuni stop dovuti a lavori di manutenzione dell’impianto.

A metà ottobre, nuovamente, il velodromo di Montichiari ha chiuso le sue porte per dei lavori da circa un milione di euro che dovrebbero prolungarsi fino alla fine di febbraio. Quattro mesi dove i nostri azzurri dovranno “emigrare” all’estero per trovare una pista al chiuso dove allenarsi.

I lavori sono i seguenti e gli spiega il presidente della Fci Cordiano Dagnoni. Inserimento delle luci a Led, sistemazione dei segnali di fumo, risanamento dei locali interni e del cartongesso, messa a norma dell’impianto elettrico. Fortunatamente il periodo invernale non vede un’attività intensa in pista, ma è chiaro che si tratta di un handicap importante per una nazionale che deve mantenere alto il livello delle prestazioni in vista delle Olimpiadi di Parigi 2024.

Novo Mesto, Valencia, Aigle e Grenchen sembrano essere le mete più papabili per l’allenamento dei ragazzi e delle ragazze della pista per questi quattro mesi.