Giro d’Italia / Basso traccia il suo bilancio: «Chiusi alcuni cerchi. E faccio una promessa»

Ivan Basso, team manager della Eolo-Kometa, ama ancora uscire in bici con i ragazzi della squadra. Nella foto, in allenamento prima del via del Giro d'Italia 2021
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Tra le rivelazioni dell’ultimo Giro d’Italia c’è sicuramente la Eolo-Kometa. La formazione di Ivan Basso e Alberto Contador è riuscita a togliersi una grande soddisfazione vincendo una delle tappe più attese, quella con arrivo sullo Zoncolan, grazie all’azione di Lorenzo Fortunato. Ora è tempo di bilanci

Valutazione

Ivan Basso ha affidato ai social i suoi pensieri. Questo il suo post su Instagram: «A mente fredda, un giorno dopo la fine di questo Giro d’Italia meraviglioso, chiudendo gli occhi mi viene in mente una cosa sola: questo Giro, ha chiuso dei cerchi che erano ancora aperti. Il cerchio dello Zoncolan, undici anni dopo la mia vittoria e ora di nuovo trionfante con un nostro ragazzo e il suo sorriso sincero. Il cerchio di un traguardo – questa squadra – cercato e voluto per tanti anni e ora reale (e vincente) grazie alla caparbietà e all’aiuto di tante persone.

«Il cerchio di chi ha lavorato, di chi si è messo in gioco, di chi ci ha creduto, di chi è andato avanti quando andare avanti non era semplice. Le vittorie non sono tutte uguali, e ho imparato che le vittorie più belle non sono quelle che vedono tutti ma quelle che vedono pochi. La vittoria più bella non è stata quella, seppur meravigliosa, di Fortunato sullo Zoncolan: che tutto il mondo ha ammirato, per cui tutti hanno festeggiato, per cui qualcuno ci ha invidiato. La vittoria più bella è stata l’aver raggiunto la consapevolezza di una squadra cresciuta e, con le sue differenze e diversità, unita verso un obiettivo.

«Fino a tre settimane fa, la nostra era la squadra di Basso e Contador: e la gente ci riconosceva per quello. Oggi, siamo la Eolo-Kometa, siamo la squadra di tutti quelli che hanno portato il loro mattoncino per costruire quel capolavoro che è stato il nostro Giro d’Italia. Dopo un Giro così, siamo chiamati a un dovere morale: quello di continuare, di crescere ancora. Io, e parlo a nome di tutto il mio staff, farò tutto quello che è in mio potere per fare in modo che le emozioni provate in queste tre settimane siano solo le prime, di una lunga serie. E questa è una promessa».