Dileo (Colpack Ballan): «Per domani ci siamo. Stanchi, ma vogliosi di provarci»

Il team Colpack Ballan in festa (Team Colpack Ballan)
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Alla vigilia della 68ª Coppa del Mobilio in programma domani a Ponsacco in provincia di Pisa, abbiamo contattato al telefono Rossella Dileo, dirigente del Team Colpack Ballan, una delle menti dietro i tanti successi che il sodalizio lombardo sta regalando in questi anni al ciclismo italiano. Successi e talenti, come stiamo vedendo in questi anni anche tra i professionisti, basti citare qualche nome più recente come Filippo Ganna, Simone Consonni, Andrea Bagioli e Alessandro Covi: insomma la meglio gioventù italiana.

E i prossimi talenti del futuro passano anche da qui e portano il nome di Antonio Tiberi, Davide Baldaccini, Michele Gazzoli, Tommaso Rigatti, Luca Rastelli e Giulio Masotto, i sei che saranno al via domani in almeno una delle due frazioni di cui si compone la Coppa del Mobilio, una tappa in linea al mattino e una cronometro pomeridiana alla quale parteciperanno i primi quindici classificati nella prima frazione.

«La condizione è buona come si è visto al Del Rosso» ci dice Rossella Dileo, «però i ragazzi sono un po’ stanchi, non perché hanno corso tanto ma perché è una stagione anomala, stressante per tutta la situazione. Noi comunque per domani ci siamo: sono gli stessi che hanno corso domenica e quindi speriamo bene. Al Giro del Friuli non eravamo presenti perché eravamo contati: tra Tiberi che ha corso al Brabante con la Trek, tre ragazzi con la clavicola rotta, uno con le dita rotte, tre in pista agli Europei Under 23. Domani si punta su Tiberi perché c’è una crono nel pomeriggio, ma si spera di riuscire a farla in più di uno. La tappa al mattino è adatta un po’ a tutti i nostri, non è un percorso piatto, c’è anche una salitella in mezzo, arriverà probabilmente un gruppettino a giocarsela e magari sarà l’occasione buona per Rastelli. Per regolamento per correre al pomeriggio bisogna entrare nei quindici e non è una cosa semplicissima. Anche se tanti freneranno al mattino pur di non fare la cronometro.»