L’onda gialla non accenna a placarsi: ha investito il calendario e lo domina, lasciando agli altri poco più che le briciole. Qualcuno fermi la Jumbo-Visma, mostro tentacolare che sembra in grado di vincere tutto e dappertutto, da qui a fine stagione. Ha cominciato con Van Aert, primo alla Strade Bianche e alla Milano-Sanremo, ha proseguito con Roglic, tiranno assoluto del Tour de l’Ain. E se necessario si sdoppia, vedi ieri: Van Aert a braccia alzate nella prima tappa del Delfinato, George Bennett primo nel GranPiemonte. E il bello è che tutti e due nel dopo corsa hanno ringraziato “il grande lavoro della squadra”. Il che significa che la Jumbo-Visma ha almeno una quindicina di corridori in grado di monopolizzare corse importanti. Non un buon viatico per tutte le altre, in vista del Tour de France.
Sulle vette del Tour de l’Ain, stroncata la Ineos di Bernal
A proposito di Tour de France: un primo antipasto si è avuto con il Tour de l’Ain, corsa a tappe breve ma molto impegnativa. Sulle salite del Giura, come sull’ascesa al Grand Colombier, c’è stata guerra aperta tra la Jumbo-Visma, che scortava Roglic, e il Team Ineos, al lavoro per Bernal. Roglic ha battuto in entrambe le occasioni Bernal, e a livello di squadra i gialli hanno surclassato i rossi. Sul Grand Colombier, Bernal, che doveva recuperare 10 secondi in classifica, ha messo i suoi davanti. Perfino Froome per un tratto ha scandito l’andatura. Alla lunga, però, il colombiano è rimasto con il solo Castroviejo e poi completamente da solo, mentre Roglic aveva con sé il terzetto reale Dumoulin–Kruijswijk–Bennett. Poi lo sloveno ha fatto il resto, con un cambio di passo micidiale ai 500 metri.
Se al Tour andranno a questi ritmi, i gialli possono davvero monopolizzare la corsa. A meno che, per difetto di gerarchie, le tre punte (Roglic, Dumoulin e Kruijswijk) non finiscano per farsi del male da soli. È soltanto un’ipotesi, ma per ora agli avversari non resta molto altro.














