Una Milano-Sanremo mai vista: tutti i segreti della prima classica post-Covid

Una lingua d'asfalto piena di curve e le rocce a strapiombo sul mare: scenario tipico della Milano-Sanremo. Foto: milanosanremo.it
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Tutto o niente, la Milano-Sanremo è così. Che si corra in marzo o ad agosto, sul Turchino o sul Colle di Nava, l’ansia di questa corsa unica al mondo è sempre la stessa. Ma è l’unica cosa che non cambia: la pandemia prima, la rivolta dei sindaci liguri poi, ed ecco che in questo 2020 abbiamo una Classicissima mai vista.

Intanto la durata: considerato che gli ultimi nubifragi hanno costretto a un’ulteriore modifica del percorso (305 km) e che il via lanciato è a Trezzano sul Naviglio, dalla partenza di Milano alla linea bianca di via Roma i chilometri sono addirittura 315, roba da fachiri. Quasi sette ore in bici.

Chi si prenderà la responsabilità di tirare?

Il nuovo percorso ha alzato il dislivello: dai 2.059 metri di prima ai 2.877 attuali. La Liguria è di fatto tagliata fuori: rimangono gli ultimi 30 km o poco più, niente capi, resistono soltanto Cipressa e Poggio.

Dal via si vira verso il Piemonte: Alessandria, il Monferrato, le dolci colline delle Langhe. Niente di epocale, ma non c’è tregua: strade tortuose e strette, su e giù, un frullatore. Tenere cucita la corsa è un’impresa, a maggior ragione con un uomo in meno. Vedremo se le squadre degli uomini veloci si prenderanno la responsabilità di tirare, col rischio di finirsi.

In mezzo sembra una classica del nord

La parte centrale, quasi da corse del nord, suggerisce che gli uomini da classiche quest’anno potrebbero avere una chance in più. Su una distanza così lunga i corridori in grado di fare la differenza nel finale saranno presumibilmente pochissimi.

Le salite inedite (a metà gara Niella Belbo, 20 km al 3% di media, e poi a 65 km dal traguardo il Colle di Nava, 3,9 km al 3% nel finale) sono meno impegnative del Turchino ma disegnano un percorso sconosciuto che può riservare imprevisti. Dal Colle di Nava il tuffo in discesa verso Imperia, con in più 4 lunghi tunnel.

Dopo 266 km, ecco l’Aurelia e il tratto che tutti sanno a memoria: la solita Cipressa, il mitico Poggio e il volo a planare su Sanremo. E’ difficile pensare che sarà una volata di gruppo, ma una cosa è sicura: non riusciremo a cambiare canale.