
Tanto per cambiare, la stagione si è chiusa nel segno di Tadej Pogačar, che con la nuova maglia di campione del mondo ha conquistato in rapida successione il Giro dell’Emilia e il Lombardia, il suo quarto consecutivo come Coppi tra il 1946 e il 1949 (non perdetevi il racconto di quell’epopea firmato da Beppe Conti!). Con la sua compagna, Urška Žigart, e col suo direttore sportivo di fiducia, Andrej Hauptman, abbiamo parlato della sua quotidianità e del suo futuro: davvero il fuoriclasse sloveno può crescere ancora? Al Lombardia, secondo Evenepoel e terzo Giulio Ciccone, che finalmente a quasi trent’anni sale sul podio di una classica monumento chiudendo bene una stagione balorda, caratterizzata da incidenti e problemi fisici. È nel miglior momento della sua carriera e deve capitalizzare le assenze altrui. Secondo italiano al traguardo è stato Giulio Pellizzari, quattordicesimo, in procinto di lasciare la VF Group per la Red Bull: il ragazzo si farà, parola di Roberto Reverberi. Arrivederci a due senatori del ciclismo italiano, Domenico Pozzovivo e Dario Cataldo, che al termine del Lombardia hanno appeso la bici al chiodo. In attesa di capire quale sarà il loro futuro, ripercorriamo la loro lunga avventura. Ai mondiali su pista, maglia iridata e nuovo record per Jonathan Milan nell’inseguimento individuale. Una grandissima prestazione che rilancia ancora di più le sue quotazioni in vista del 2025. Con quali obiettivi? Le classiche, Sanremo e Roubaix su tutte, e le volate del Tour. Leggete il parere di Alessandro Petacchi, che di sprint se ne intende… E ancora: il Prestigio di Edoardo Zamperini e della MBH Bank-Colpack Ballan Csb, e una lunga intervista con Bruno Reverberi, uno degli storici team manager del ciclismo italiano.

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IN COPERTINA
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