Tour de France, Evenepoel: «Vogliamo la prima maglia gialla e il podio finale. Non devo dimostrare niente»

Evenepoel
Remco Evenepoel alla presentazione delle squadre del Tour 2026 (credit: ASO/Marc Sanchez).
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Un nuovo allenatore alle spalle, il team che sta costruendo la propria strategia per la classifica generale attorno a lui e a Florian Lipowitz. Remco Evenepoel è arrivato al Tour de France con ambizioni molto importanti fin dal primo giorno: la cronosquadre iniziale, infatti, offrirà al belga e alla Red Bull-Bora-hansgrohe un’opportunità per cominciare subito con il piede giusto, indossando la prima maglia gialla. Queste le dichiarazioni del corridore belga alla conferenza stampa di presentazione del Tour, come riporta cyclinguptodate.com.

La cronometro a squadre, i big e il nuovo allenatore

Evenepoel viene da tre titoli mondiali a cronometro consecutivi, per cui la cronosquadre inaugurale offre subito una buona opportunità: «Penso che l’approccio, rispetto a una cronometro individuale, sia più o meno lo stesso. Con le nuove regole, penso che sia un po’ più facile dividere i compiti, perché si possono fari rialzare i corridori più pesanti una volta in salita. Quindi, in termini di tattica, è un po’ diverso da una cronosquadre con le vecchie regole e anche da una cronometro individuale, ma in generale non cambia molto».

Quest’anno abbiamo visto tra i favoriti del Tour approcci molto diversi. Vingegaard, ad esempio, ha messo insieme più del doppio delle gare rispetto a Pogacar. Evenepoel ha corso molto a inizio anno, scegliendo però di non partecipare a nessuna gara tra la Liegi-Bastogne-Liegi e il Tour: «Credo che sia stata la decisione migliore. Ho avuto molto tempo per prepararmi al meglio. Inoltre, dopo la Liegi ho cambiato allenatore. Anche per questo non ho partecipato ad altre gare: volevo assicurarmi di poter lavorare bene con lui».

Il nuovo allenatore, come già annunciato, è Tim Heemskerk, che per anni ha guidato Vingegaard: «È una persona speciale, insieme lavoriamo bene. La squadra è riuscita ad integrarlo immediatamente, e quindi è stato naturale iniziare a lavorare con lui subito dopo la mia pausa dopo la Liegi. Cerco di essere il più aperto possibile con lui: per ora tutto sta andando molto bene e spero si vada avanti così».

Cosa si può fare invece contro Vingegaard, Pogacar e Seixas? «Penso che questi tre abbiano già dimostrato quest’anno di essere fortissimi. Ma credo che anche noi, come squadra, dimostreremo al Tour di esserci preparati bene».

L’obiettivo del Tour e niente da dimostrare

«Il mio obiettivo personale? Vincere una tappa, vincere la cronosquadre e vestire la prima maglia gialla con la squadra. Credo che questa sia l’ambizione che abbiamo come squadra. Oltre a questo, so dove volete arrivare, perché volete sentirmi dire che voglio salire sul podio e che anche Florian vuole salire sul podio. Ovviamente vogliamo salire entrambi sul podio, e credo che sia un bene per entrambi e per la squadra».

Evenepoel ha risposto poi in maniera secca alla domanda di un giornalista, che gli ha chiesto che cosa voglia dimostrare a te stesso e agli altri in questo Tour de France. Così Evenepoel: «Niente. Niente da dimostrare, credo. Da mostrare? Non lo so».

Il belga ha poi chiuso parlando delle differenze caratteriali con gli altri corridori: «Basta essere se stessi. È come se ti chiedessi: “Cosa vuoi imparare da questo giornalista?”. Facendoti una domanda del genere, ti starei dicendo che sei un pessimo giornalista”. Ognuno di noi ha una personalità diversa e fa la sua strada, a modo suo, immagino. Almeno io sono contento di come sono, quindi non so se voglio cambiare. Immagino che anche “Lipo” sia contento di com’è e che non voglia cambiare».