Lega Ciclismo Professionisti

Alaphilippe: «Montreal il mio ultimo Mondiale, poi mi godrò i nuovi talenti francesi»

Julian Alaphilippe è con la Tudor Pro Cycling Team da inizio 2025 (Credits @tudorprocycling)
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Julian Alaphilippe è ancora qui, in gruppo, a godersi quello che resta di una carriera straordinaria. Due Mondiali, una Milano-Sanremo, una Strade Bianche, tappe al Tour e al Giro: la lista è lunga, il piacere di correre ancora di più. Ospite del programma Bistrot Vélo, il classe 1992 della Tudor Pro Cycling ha parlato dei suoi obiettivi stagionali e si è lasciato andare a riflessioni sul futuro, suo e del ciclismo francese.

Sulla Sanremo il francese è realista. «L’obiettivo è arrivare alla Cipressa nella migliore posizione possibile, senza passare il limite. Ma da quello che ho visto, non è possibile seguire Pogacar, e non ho intenzione di rovinarmi la corsa cercando di farlo». Parole che sanno di ammissione, ma anche di saggezza: «Ho vissuto stagioni in cui correvo per vincere; oggi non è più realmente così».

Poi lo sguardo si posa sui giovani, e il sorriso torna. In particolare su Paul Seixas, il talento francese che sta incantando tutti. «È incredibile avere questa generazione. Li vedo di buon occhio perché so quanto sia difficile. Alla Strade Bianche ero in difficoltà, avevo Paul subito dietro: gli ho detto ‘vai, prendi la posizione’. Lui aveva le gambe per farlo, io no. Sono solo molto contento quando vedo queste cose. Bisogna godersi questa gioventù».

Sul futuro, una confessione: «Penso ci siano buone possibilità che Montréal sia il mio ultimo Mondiale. Il CT conosce la mia motivazione, sa che può sempre contare su di me. So che non sono ancora da buttare… Ma è strano quando altri corridori mi dicono che mi guardavano al Tour. Ci si rende conto di quanto il tempo passi in fretta».

Infine, il messaggio a chi verrà dopo: «Sono contento di quello che ho realizzato. Quello che ho vissuto è tutto ciò che auguro a Paul, Romain Gregoire e alla nuova generazione. È uno sport magnifico».