Philip Roodhooft, general manager dell’Alpecin-Deceuninck, ha commentato l’ottavo titolo mondiale di ciclocross di Mathieu van der Poel sottolineando la simbiosi perfetta tra il campione e il team che lo ha accompagnato nella crescita.
«Dopo l’ottavo titolo, è difficile fare meglio», ha esordito Roodhooft nell’intervista a In de Leiderstrui, ripercorrendo l’evoluzione di Van der Poel da ragazzo prodigio a dominatore assoluto. «Basta guardare le foto del 2015: era una persona completamente diversa. È cambiato fisicamente, ma soprattutto nel modo di gestire le gare e la pressione».
Secondo il manager, si tratta di un’evoluzione naturale che ha moltiplicato la sua forza: «Per questo riesce a lavorare ogni anno ancora più duramente. Il suo dominio è sempre più marcato. Nel 2019 a Bogense c’era ancora una vera sfida; oggi parte da solo ed è finita».
Il successo di Hulst, con altri quattro podi del team (argento per Del Grosso e Alvarado, bronzo per Pieterse, oro U23 per Dockx), è figlio di un modello vincente esportato dalla strada al ciclocross. «Siamo cresciuti dal ciclocross alla strada, raggiungendo il WorldTour. Ora abbiamo riportato quella struttura, organizzazione e supporto nel ciclocross, copiando e incollando il nostro modello. Questo ci dà un vantaggio sulle squadre tradizionali di cross», ha spiegato Roodhooft, rivendicando i meriti dell’organizzazione.












