Terza medaglia per l’Italia agli europei su pista di Konya. Renato Favero conquista il bronzo nell’inseguimento individuale, dominando la finale per il terzo posto: il classe 2005, che su strada corre con la Biesse-Carrera-Premac, è andato addirittura a raggiungere e superare il rivale, il britannico Matthew Bostock, e ha poi concluso la prova con il tempo di 4’01”749, un tempo tra l’altro inferiore di quasi due secondi rispetto a quello del russo Lev Gonov, in gara come atleta neutrale, che ha conquistato l’oro battendo in finale il danese Juel Robin Skivild. Per l’Italia, dunque, si tratta del terzo bronzo dopo quelli del Team Sprint maschile e del quartetto femminile.
«Un risultato che è il classico bicchiere mezzo pieno o vuoto – ha commentato il cittì Edoardo Salvoldi – in base a come si guarda. Sicuramente un ottimo risultato, per quanto riguarda il tempo e la medaglia, che premia il lavoro di Favero e di tutto il gruppo, bravo nel torneo a squadre ed anche con il settimo posto di ieri di Sierra. E’ un gruppo di giovani, in grado già di competere con atleti più esperti. Questo ci fa ben sperare per il futuro. Resta un po’ di rammarico: con questo tempo si poteva tranquillamente lottare per l’oro. Questo risultato ci dà la carica giusta per affrontare con entusiasmo i prossimi due giorni».
Si ferma invece ai piedi del podio Elisa Balsamo, quarta nell’omnium femminile nonostante un’ottima corsa a punti. Oro per la britannica Anna Morris davanti alla norvegese Anita Yvonne Stenberg e alla belga Shari Bossuyt. Nello scratch maschile, invece, settimo posto per Francesco Lamon: vince lo svizzero Alex Vogel davanti al russo Ilya Savekin e all’olandese Vincent Hoppezak. Nella velocità femminile oro per la britannica Emma Finucane davanti alla connazionale Sophie Capewell; chiude il podio la russa Alina Lysenko. Nella velocità maschile, infine, si qualificano per le semifinali (in programma domani, come la finale) Matthew Richardson, Mateusz Rudyk, Nikita Kiriltsev e il favoritissimo e plurimedagliato olimpico Harrie Lavreysen.














