Negli ultimi anni Jarno Widar si è affermato come uno dei dilettanti più promettenti del panorama mondiale, mettendosi in mostra con la vittoria del Giro Next Gen nel 2024 e del Giro della Valle d’Aosta nel 2024 e 2025.
Questi e molti altri risultati che ha ottenuto hanno contribuito ad accrescere la sua notorietà e a farne spesso scrivere sui giornali con una narrativa in cui, però, lui non si rispecchia.
«Non è vero che sono un corridore da grandi Giri – ha cominciato a spiegare Widar durante un’intervista rilasciata a Direct Velo – È quello che tutto il mondo si aspetta da me, a giudicare da quello che leggo in giro sui giornali. Perché? Dovreste chiederlo ai giornalisti, non sono io che scrivo sui giornali. Tutti pensano che voglia diventare un corridore da grandi Giri, ma amo molto di più le classiche delle Ardenne. Freccia Vallone, Liegi-Bastogne-Liegi… Sono corse che amo e dove vorrei fare molto bene un giorno. Non capisco troppo quest’etichetta di scalatore puro perché tra gli Under23 le corse a tappe durano al massimo una settimana, quindi non si può capire a questa età. Adesso inizio un capitolo totalmente nuovo. Tutto quello che è successo finora non ha più valore tra i professionisti».
Sì, perché Jarno Widar diventa professionista con la Lotto-Intermarché dopo due stagioni nel vivaio della Lotto. «Il mio sogno diventa realtà. Tutto quello che arriverà d’ora in poi sarà un di più e niente sarà scontato – ha continuato Widar – Non mi aspetto grandi cose da questo primo anno, cercherò soltanto di fare del mio meglio e passare la stagione in sicurezza. Questa è la cosa più importante: essere capace di fare una buona stagione durante il mio primo anno tra i professionisti. Tutto il resto verrà naturalmente».
Con le nuove regole UCI, avendo un contratto da professionista nel 2026 Widar non potrà più partecipare alle rassegne continentali e mondiali con la categoria Under 23, ma solo sperare di essere chiamato con la delegazione belga elite. «È più probabile che l’obiettivo siano gli Europei in Slovenia come gregario di Remco (Evenepoel, ndr). Ho un bel rapporto con lui. Quando lo incontro durante l’allenamento parliamo sempre un po’, penso sia molto simpatico. Con gli altri belgi? In squadra ho Lennert Van Eetvelt, con cui mi trovo bene. Penso che io e lui siamo dei vincenti: proviamo sempre a dare il massimo e andiamo sempre più veloce. Formiamo una bella coppia, cerchiamo di aiutarci a vicenda e di portare dei risultati alla squadra senza essere egoisti».














