Non solo Yates: da Dumoulin a Van Empel, i ritiri improvvisi di un ciclismo sempre più esigente

Dumoulin
Tom Dumoulin, dopo il ritiro del 2022, è diventato direttore della Amstel Gold Race.
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Sono passati due giorni dall’improvviso annuncio del ritiro di Simon Yates, ma si discute ancora molto della scelta del britannico, che sorprende soprattutto per le tempistiche: perché non annunciare il ritiro a fine 2025, se la decisione era stata già presa? Perché presentarsi sul palco di Roma alla presentazione del Giro 2026 dicendo di voler tornare, se dentro di sé sapeva già che avrebbe appeso la bici al chiodo? Perché posare con la nuova maglia della Visma|Lease a Bike meno di due settimane fa? Forse nelle prossime settimane conosceremo le risposte a questi interrogativi: per il momento, oltre alla lettera d’addio del britannico, si registrano le parole rilasciate a Feltet dal diesse della Visma, Jesper Mørkøv: «Da quanto ho capito, è lui stesso ad aver perso la voglia di continuare». 

Il ritiro di Simon Yates, per quanto sorprendente, non è un caso unico. Negli ultimi anni, infatti, ci sono stati esempi illustri di corridori che hanno improvvisamente deciso di interrompere la propria carriera, quando ancora erano piuttosto giovani e capaci di esprimersi su livelli buoni se non ottimi: corridori che poi, nelle loro dichiarazioni, hanno spiegato come a dettare la decisione siano stati problemi di natura più psicologica che fisica.

Yates
Simon Yates ha ottenuto la sua ultima vittoria a Le Mont-Dore, al Tour de France 2025 (credit: ASO/Billy Ceusters).

Marcel Kittel

Il primo in ordine cronologico è Marcel Kittel, uno dei più potenti e vincenti sprinter della sua generazione. Nel luglio del 2017, il tedesco ha vinto cinque tappe al Tour de France dimostrandosi il miglior velocista del mondo; meno di due anni dopo, nel maggio del 2019, ha annunciato la decisione di prendersi una pausa dal ciclismo, uno stop che è poi diventato definitivo. 

In mezzo c’è stato un poco fruttuoso trasferimento dalla Quick-Step alla Katusha. Con la formazione russa (ma di licenza svizzera), il tedesco ha conquistato appena tre successi: due tappe alla Tirreno-Adriatico 2018 e il Trofeo Palma nel 2019. Poi una serie di ritiri o di risultati anonimi fino all’ultima gara in assoluto, lo Scheldeprijs, una semiclassica che Marcel in carriera ha conquistato ben cinque volte, ma che nel 2019 ha concluso addirittura al 99º posto.

E poi, come detto, a inizio maggio è arrivata la rescissione con la Katusha: «Negli ultimi due mesi ho avuto la sensazione di essere esausto. In questo momento non sono in grado di allenarmi e di correre al più alto livello. Per questo, ho deciso di prendermi una pausa». A fine agosto, infine, il definitivo ritiro, a soli 31 anni: «Ho perso ogni motivazione per continuare a “torturarmi” in sella a una bicicletta, e non voglio continuare a veder crescere il mio figlio su Skype. Nel ciclismo di oggi non c’è tempo per la famiglia e per gli amici, ma solo tanta stanchezza e la routine quotidiana».

Kittel
Kittel si è ritirato improvvisamente a metà del 2019, quando vestiva la maglia della Katusha (credit: LaPresse).

Tom Dumoulin 

La “farfalla di Maastricht”, da pochi giorni diventato ufficialmente direttore della Amstel Gold Race, ha dato l’addio alle corse nel 2022, a 32 anni, e già nella stagione precedente si era preso una pausa di cinque mesi con l’obiettivo di “prendersi del tempo per se stesso”. I problemi dell’olandese, che nel 2018 era stato secondo sia al Giro d’Italia che al Tour de France, sono iniziati con il grave infortunio al ginocchio rimediato nella tappa di Terracina al Giro 2019: dopo un affrettato ritorno al Giro del Delfinato, concluso anche questo con un ritiro, Tom nel 2019 non ha più corso, concentrandosi su un completo recupero fisico.

Nel 2020 l’olandese si è ripresentato alle corse con rinnovate ambizioni, e con la maglia della Visma: la stagione è stata discreta, con un settimo posto finale in un Tour corso in appoggio a Roglic. Poi, il 23 gennaio 2021, l’annuncio shock: solo una settimana dopo aver rivelato il proprio programma per la stagione imminente (che comprendeva un nuovo assalto al Tour de France), Dumoulin ha comunicato la decisione di prendersi una pausa dal ciclismo. «Mi sento come se mi fossi liberato di una zavorra da cento chili sulle spalle. Da qualche tempo sentivo quanto sia difficile per me ritrovarmi in quanto Tom Dumoulin il ciclista, con la pressione che ne consegue e le aspettative che arrivano da più parti. “Cosa voglio fare della mia vita?”, è la domanda che da qualche mese mi ronza in testa».

Rientrato alle corse a giugno al Giro di Svizzera, l’olandese si è aggiudicato il campionato nazionale a cronometro (la sua ultima vittoria) e ha conquistato l’argento contro il tempo alle Olimpiadi di Tokyo; l’anno successivo, inoltre, ha preso parte al Giro d’Italia, sfiorando il successo nella cronometro di Budapest ma ritirandosi poi nel corso della seconda settimana. Nel giugno del 2022 Dumoulin ha comunicato la decisione di ritirarsi al termine della stagione, ma ha poi deciso di affrettare il processo: ad agosto, due settimane dopo la sua ultima corsa (la Clasica San Sebastian, conclusa con un ritiro), Tom ha scelto di appendere la bici al chiodo con effetto immediato: «Il serbatoio è vuoto, le gambe sono pesanti e gli allenamenti non funzionano come dovrebbero».

Dumoulin
Dumoulin alla partenza del Giro d’Italia 2022, il suo ultimo grande giro (credit: LaPresse).

Caleb Ewan

Il declino del velocista australiano è stato sicuramente più lento rispetto a quello, rapidissimo, di Kittel. Tra il 2019 e il 2021 Caleb ha vissuto le stagioni migliori della sua carriera, con la maglia della Lotto Soudal, conquistando varie tappe al Giro e al Tour; già nel 2022 e nel 2023, gli ultimi due anni con la formazione belga, il numero di vittorie è diminuito, non sono più arrivati successi nei grandi giri, e uno solo a livello World Tour (una tappa alla Tirreno-Adriatico 2022).

Per rilanciarsi, Ewan ha deciso di tornare alla Jayco AlUla, la formazione con cui era cresciuto: nel 2024, sono arrivate solo tre vittorie, nessuna nel World Tour, mentre al Giro d’Italia il miglior piazzamento di tappa è stato un sesto posto. Dopo la rescissione anticipata del contratto con la formazione australiana, per il 2025 Caleb è stato accolto dalla Ineos Grenadiers.

L’avventura con la squadra britannica, però, è durata solo pochi mesi: dopo soli otto giorni di corsa, e due vittorie tra la Settimana Coppi e Bartali e il Giro dei Paesi Baschi, a maggio Ewan ha annunciato l’improvviso ritiro: «Le sensazioni non erano più le stesse, anche la gioia di una vittoria spariva molto rapidamente. Le esperienze degli ultimi due anni, in particolare la seconda metà del 2024, hanno avuto un impatto significativo sul mio rapporto con questo sport». Al momento del ritiro, l’australiano non aveva ancora compiuto 31 anni.

Ewan
La penultima vittoria di Ewan è arrivata alla Settimana Coppi e Bartali 2025 (credit: Massimo Fulgenzi/ Sprint Cycling Agency).

Fem Van Empel 

L’esempio più recente, prima della decisione improvvisa di Yates, è quello di Fem Van Empel, che a dicembre ha messo in pausa la sua carriera per la seconda volta, a soli 23 anni. L’atleta olandese, autentico fenomeno del ciclocross con tre titoli mondiali consecutivi conquistati dal 2023 al 2025 (e tre europei tra il 2022 e il 2024), ha ottenuto discreti risultati anche su strada: terza agli europei nel 2022, più volte piazzata al Giro Women 2023, ottava alla Freccia Vallone 2024. 

Il primo stop è arrivato nel marzo del 2025, dopo la partecipazione alla Strade Bianche e al Trofeo Binda: «Negli ultimi anni ho vissuto un viaggio incredibile, che ha richiesto molta dedizione e un impegno quotidiano. Adesso sto affrontando alcune difficoltà: prendermi una pausa è la scelta migliore per la mia salute mentale e il mio benessere». 

Tornata in gara in autunno, Van Empel è stata terza ai campionati nazionali nel gravel e ha vinto due gare di cross in Olanda, ma ha poi deciso nuovamente di fermarsi. «Durante il Koppenbergcross (la sua ultima gara, ndr), il mio corpo e la mia mente mi hanno dato un segnale molto chiaro: prendermi una pausa è la scelta migliore. In questo momento mi mancano le motivazioni e il divertimento che il ciclismo mi ha garantito per tanti anni: mi sembra quindi il momento giusto per iniziare un nuovo capitolo». 

Van Empel
Van Empel è stata tre volte campionessa del mondo di ciclocross (credit: Massimo Fulgenzi/SprintCyclingAgency).