Guerreiro: «Pensavo fosse un pesce d’aprile, sono sempre stato pulito»

Ruben Guerreiro in trionfo nella nona tappa del Giro d'Italia 2020
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Ruben Guerreiro si trova, per la prima volta in carriera, senza una maglia per la stagione 2026. Il portoghese di 31 anni, lasciato libero dalla Movistar dopo tre anni, ha chiarito le ragioni del suo momento “in sospeso” in un’intervista a TopCycling, smentendo categoricamente le voci di problemi antidoping circolate nelle scorse settimane.

«Quando ho letto quella cosa, sono andato a controllare il calendario per vedere se non fosse il primo aprile – ha dichiarato con ironia Guerreiro – Non ho nessun problema pendente, mai ricevuto una notifica. Nei miei 11 anni da professionista sono sempre stato trasparente, leale e onesto».

La vera causa della sua situazione è un’ernia cervicale trascurata dal 2024. «In questo momento non sono pronto per gareggiare – ha spiegato – Sto concentrandomi sulla fisioterapia e sulla preparazione muscolare. Per questo abbiamo interrotto le trattative con nuove squadre. L’idea è quella di una pausa, con il pensiero di tornare il prima possibile».

Guerreiro, vincitore della maglia azzurra al Giro d’Italia 2020, ha anche parlato del rapporto con la Movistar, già deteriorato dal 2024. «Avevo chiesto al mio agente di andar via. Non c’era la giusta comunicazione, era un semplice ‘segui il calendario’. Non mi sono mai adattato al loro sistema di allenamento e al modo di vedere le prestazioni».