I corridori della Red Bull-Bora-hansgrohe si sono spartiti i grandi Giri: a Pellizzari e Hindley il Giro, a Evenepoel e Lipowitz il Tour, a Roglic la Vuelta.
L’obiettivo dello sloveno, che punta tutto sulla corsa spagnola, è chiaro: vincere la maglia rossa per la quinta volta. Per avvicinarsi a tale successo comincerà la stagione a marzo con la Tirreno-Adriatico in programma dal 9 al 15 del mese.
Successivamente sarà al Giro dei Paesi Baschi (6 – 11 aprile) e poi, forse, al Giro di Romandia (28 aprile – 3 maggio), gare nelle quali il portacolori della Red Bull-Bora-hansgrohe punta a ritrovare la sua forma migliore e a tornare ad alzare le braccia al cielo.
«Prima di tutto, voglio ottenere qualcosa – ha detto Roglic intervistato dall’emittente RTV SLO – Nelle ultime gare ero piuttosto lontano da questo obiettivo. Tutto deve andare per il verso giusto, devo allenarmi e ricominciare a vincere. Sarebbe davvero fantastico se potessi coronare tutto questo con la quinta vittoria complessiva alla Vuelta di Spagna».
Lo sloveno continua con un pizzico di razionalità. «Bisogna essere realistici, so cosa serve per vincere. Bisogna essere consapevoli di ciò che si è in grado di fare, ma ho ancora fame di vittorie. Penso che questo sia un buon programma di gare, ma devo prepararmi adeguatamente per essere pronto».
Una domanda che il canale sloveno ha posto a Roglic riguarda un possibile ritiro dal professionismo a fine 2026. «Se sarà la mia ultima stagione? Spero di no. Potrei continuare così anche per i prossimi dieci anni – sorride – Conoscendomi, la decisione arriverà dall’oggi al domani. Prima mi preparo per raggiungere la forma giusta e finire le prime gare, poi vedremo. Continuerò finché avrò voglia e mi renderà felice. Questo è l’obiettivo. In un modo o nell’altro è legato ai miei risultati, ma non è tutto. Quando non vinci, devi imparare qualcosa e accettarlo. Quello che ho imparato l’anno scorso è stato fare un passo fuori dal ciclismo, il che mi ha dato più spazio e mi permette di respirare più facilmente. Alla fine, non sono ossessionato dall’idea di vincere un’altra tappa o una gara».













