La tappa di Coppa del Mondo di ciclocross a Terralba, in Sardegna, ha regalato immagini spettacolari e le vittorie di Lucinda Brand e Michael Vanthourenhout, ma ha anche sollevato perplessità sulla sua effettiva fattibilità logistica e sul suo impatto sportivo. Dopo la cancellazione dell’anno scorso per maltempo, l’evento è stato caratterizzato da una partecipazione ridottissima al di fuori delle tradizionali potenze del settore (Belgio e Paesi Bassi) e da un pubblico esiguo.
Il commentatore belga Bart Wellens ha espresso critiche chiare sulle pagine del Nieuwsblad: «Il desiderio di internazionalizzare il ciclocross è comprensibile, ma organizzare una gara su un’isola, con collegamenti logistici complicati… Solo far arrivare lì le bici è difficile. Per non parlare dei camper». Wellens ha sottolineato come abbiano rinunciato alla trasferta persino nazioni storiche come Svizzera e Repubblica Ceca.
«Le foto di Brand che fa il bagno in mare dopo la gara sono bellissime – ammette Wellens – ma è questo che vogliamo dal ciclocross? […] La filosofia di correre in posti speciali per dare una dimensione speciale allo sport si capisce, ma non dovrebbe essere fatto a spese dello sport stesso».












