Il Giro risponde: «No all’inversione di date con la Vuelta»

Il gruppo del Giro d'Italia transita davanti al Colosseo durante la ventunesima e ultima tappa
Tempo di lettura: < 1 minuto

La proposta lanciata da Tadej Pogacar, e appoggiata dal presidente dei corridori Adam Hansen, di invertire le date del Giro d’Italia e della Vuelta a España per sfuggire al caldo iberico di fine estate, ha trovato un netto rifiuto da parte dell’organizzazione della Corsa Rosa.

Paolo Bellino, direttore generale di RCS Sport, ha infatti chiuso categoricamente la porta a qualsiasi ipotesi di spostamento del Giro in agosto. «Il Giro ha delle date tradizionali e noi non vogliamo che si cambino», ha dichiarato a CyclingNews. «La Corsa Rosa si è fatta per 107 volte durante il mese di maggio. L’unica eccezione è stata quella del 2020, a causa della pandemia».

Bellino ha riconosciuto il valore storico della collocazione di ogni Grande Giro nel calendario, difendendo l’identità del Giro legata alla primavera. L’unica modifica contemplata è un lievo adattamento interno al mese di maggio: «Mi piacerebbe vedere il Giro disputarsi nel periodo del 2 giugno, festa nazionale italiana. Questo spostamento potrebbe anche voler dire affrontare le grandi montagne una settimana dopo, con possibili benefici meteorologici. Ma questo è l’unico cambio di data a cui possiamo pensare».