Jonas Vingegaard, come tutti gli altri corridori, non ha ancora svelato i piani per il 2026. Per quanto riguarda i grandi Giri, in particolare, il danese si trova al centro di due forze: da un lato la volontà della sua squadra di andare al Tour de France con l’unico corridore in grado di contrastare Tadej Pogacar, dall’altro lato la sua volontà di partecipare al Giro d’Italia dove potrebbe conquistare la tripla corona proprio prima dello sloveno.
Intervistato dal quotidiano spagnolo Marca, Vingegaard ha dichiarato che «se in carriera dovessi vincere solo un’altra gara, vorrei che fosse il Giro d’Italia».
Ciò che può svelare sul 2026 è la sua unica ambizione di non incappare in cadute e intoppi. «Sarei molto felice se potessi disputare una stagione senza pause. L’anno scorso ne ho avute e anche quest’anno. A volte brevi, ma le ho avute. Certo, voglio anche vincere delle gare, ma non mi piace dire che voglio vincere questa o quella. Dipende dagli obiettivi che ci prefiggiamo con la squadra».
Una delle battute d’arresto più grandi che Vingegaard ha avuto in carriera è stata la caduta al Giro dei Paesi Baschi, che ha ancora ripercussioni – non fisiche, fortunatamente – sul suo modo di correre. «Prima forse ero più spericolato: pensavo di saper frenare, di saper gestire la bici, che non mi sarebbe mai successo niente. Ma è successo. Andare in bicicletta è pericoloso: le persone vanno sempre più veloci e i rischi sono sempre maggiori. Con tutto quello che ho passato non è comunque facile dire a un bambino di non andare in bicicletta. Ma è così che vanno le cose». Ha continuato: «Prima della caduta la mia forma era su una traiettoria ascendente. Dopo la caduta, abbiamo lavorato per tornare allo stesso livello di prima, e credo che sia lì che mi trovo ora. Spero di poter riprendere quella traiettoria ascendente e migliorare ancora».
È per questo, secondo Vingegaard, che il 2025 non è stata la migliore stagione della sua carriera nonostante la vittoria della Vuelta di Spagna e il secondo posto al Tour de France (sempre sul podio dal 2021, di cui due edizioni sul gradino più alto).
«Penso che sia stata una buona stagione, ma non la migliore che abbia mai avuto. Certo, ho vinto la Vuelta di Spagna e sono arrivato secondo al Tour de France, ed è un ottimo risultato ovviamente. Ma per poter dire che è stata la mia migliore stagione, avrei dovuto vincere anche il Tour de France. Il Tour è immenso ed è difficile vincerlo. E visto che è così importante, anche se hai la minima possibilità di successo devi provarci».












