Dando quasi per certa l’assenza di Tadej Pogacar, il Giro d’Italia non può che sperare nella presenza di Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel che darebbero alla corsa un interesse maggiore. Sarà molto difficile avere al via il corridore belga, più orientato verso una primavera ricca di classiche e sul Tour de France, ma mai dire mai.
Diciamolo subito. Il percorso potrebbe non piacere al campione olimpico, che dalla sua parte avrà solamente una cronometro. Certo, si tratta di 40 chilometri totalmente pianeggianti e adatti agli specialisti delle prove contro il tempo, ma per strizzare l’occhio a Remco l’organizzazione avrebbe dovuto impegnarsi quanto meno con una crono in più, magari regalando a Milano una bella passerella.
Per il resto Evenepoel può sorridere per l’assenza di tanti tapponi di montagna ricchi di salite. Togliendo la frazione numero diciannove con anche il Giau e il Falzarego, non troviamo infatti chissà quali enormi difficoltà. Per lui che non è uno scalatore puro, questo potrebbe essere un vantaggio.
E Jonas Vingegaard? Il danese della Visma|Lease a Bike ha più volte rimarcato la voglia di venire a correre il Giro per completare la Tripla Corona, esponendosi anche ai microfoni dei giornalisti. L’inizio molto a rilento tra Bulgaria e Sud-Italia potrebbe fare comodo a chi come il due volte vincitore del Tour vorrebbe provare la doppietta corsa rosa-Grande Boucle. Il finale in crescendo, senza che il percorso completo sia eccessivamente duro, può aiutare nel costruire la condizione e la forma ideale.












