Guillén: «Biglietti a pagamento per i tifosi? Non sono per nulla d’accordo»

Hidley, Almeida, Vingegaard e gli altri corridori nel gruppetto dei migliori nella 17ª tappa della Vuelta (Unipublic/Naike Ereñozaga)
Tempo di lettura: < 1 minuto

Javier Guillén, da poco eletto presidente dell’Associazione Internazionale Organizzatori di Corse Ciclistiche (AIOCC), ha preso una posizione netta contro una delle proposte più discusse del momento: l’introduzione di un biglietto di accesso a pagamento per il pubblico a bordo strada.

«Non sono per nulla d’accordo», ha dichiarato lo spagnolo, che è anche il direttore della Vuelta a España. «Il ciclismo è uno sport gratuito, si svolge su strade aperte al pubblico… Uno dei miei compiti sarà preservare questa situazione. L’introduzione di un biglietto da pagare non è assolutamente sulla nostra agenda».

Guillén è poi intervenuto su altri temi caldi, mostrandosi aperto a discutere di un tetto alle spese per le squadre, un tema che «andrebbe affrontato». Sul progetto One Cycling, invece, ha ammesso una certa perplessità: «Non so neanche cosa significhi One Cycling e di cosa si dovrebbe trattare. Se non so cos’è, non posso dire se sono favorevole o meno».

Riguardo alla redistribuzione dei ricavi alle squadre, il suo approccio è pragmatico: se si divide la “torta” attuale, nessuno diventerà più forte. La priorità, quindi, deve essere «allargare il nostro mondo e trovare nuovi ricavi».