Giro d’Italia, le indiscrezioni della terza settimana: Dolomiti e Nord-Est prima di Roma

Il gruppo del Giro d'Italia tra le Dolomiti (Photo Credits: LaPresse)
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Il Giro d’Italia 2026 continua a prendere forma, ma non senza colpi di scena dell’ultima ora. La località simbolo della terza settimana, Madonna di Campiglio, inizialmente data per certa come arrivo di una tappa all’inizio della terza e ultima settimana, è stata sostituita. A riferire il cambiamento è stata la Regione Trentino-Alto Adige, che ha operato una scelta strategica per valorizzare al meglio la promozione turistica del territorio.

Secondo quanto riportato da l’Adige, il traguardo non sarà quindi sulle rampe tristemente note per la vicenda di Marco Pantani nel 1999, ma si sposterà ad Andalo. La tappa, che vedrà comunque il Trentino come grande protagonista della ripartenza del Giro dopo il secondo riposo, dovrebbe avere origine in Lombardia, con Bergamo e Cassano d’Adda quali ipotesi di partenza più accreditate.

Il cuore nelle Dolomiti e nel Nord-Est

A comporre il cuore della terza settimana di gara saranno principalmente il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Quest’ultima regione si è già mossa in modo concreto: come riporta FriuliOggi, il governo locale ha stanziato 8 milioni di euro destinati agli Enti di decentramento regionale di Pordenone (5,04 milioni) e Udine (2,7 milioni) per interventi straordinari sulla viabilità connessi al passaggio della Corsa Rosa.

In Veneto, il presidente uscente Luca Zaia aveva già preannunciato mesi fa la volontà di ospitare diverse tappe. I dettagli stanno ora emergendo. Secondo Il Corriere delle Alpi, si sta studiando una frazione nella provincia di Belluno, con partenza da Feltre o Fonzaso e arrivo nella zona del Comelico. Un percorso che prevederebbe la scalata del Passo Sant’Antonio, nel territorio di Auronzo di Cadore.

Tuttavia, non mancano le alternative. Il Gazzettino prospetta un arrivo nell’Agordino, precisamente ad Alleghe. Un nodo cruciale per l’organizzazione in quest’area è la situazione viabilistica: la Galleria del Comelico, via di accesso primaria, è attualmente interessata da un maxi-cantiere, il che potrebbe creare complicazioni logistiche. Tra le opzioni in campo, SportTrentino segnala anche una tappa che da Pinzolo possa condurre a Pieve di Soligo, unendo idealmente diverse aree.

La penultima tappa nella terra del terremoto e il gran finale a Roma

Per la ventesima e penultima frazione, Il Messaggero Veneto ipotizza un percorso carico di significato tra Gemona del Friuli e Piancavallo, attraversando i luoghi del terribile terremoto del 1976. Il profilo sarebbe adatto ai grandi scalatori, con una doppia ascensione alla montagna sopra Aviano.

Dopo questa fatica, il Giro sembra destinato a un trasferimento aereo. Con il passare dei giorni, infatti, è diventata sempre più probabile l’ipotesi di un gran finale a Roma. Come confermato dall’assessore allo sport del Comune capitolino, esistono già accordi con RCS Sport per un’opzione relativa all’edizione 2026, che cadrebbe nell’ultimo anno di mandato del sindaco Roberto Gualtieri. Questa prospettiva è stata sostanzialmente data per certa, mettendo la parola “fine” alle speculazioni.