Il percorso del Giro d’Italia 2026 continua a definirsi con sempre maggior dettaglio, rivelando un tracciato che toccherà tradizionali e nuove località. Secondo le ultime indiscrezioni, nella seconda settimana una tappa è già sostanzialmente delineata: Viareggio – Chiavari, di circa 150 km con il Passo del Bracco come principale difficoltà prima dell’arrivo sul lungomare del Tigullio.
La Liguria rimarrebbe protagonista anche il giorno successivo, con una partenza dalla provincia di Imperia che, attraversando probabilmente la provincia di Savona, potrebbe condurre verso il Basso Piemonte. È però tramontata l’ipotesi Novi Ligure, così come è sfumata la possibilità di un inedito passaggio nelle valli piacentine (Val Nure e Val Trebbia) a causa dei costi ritenuti troppo elevati.
Più probabile appare invece una tappa Alessandria – Verbania, giornata con difficoltà contenute in vista dell’ingresso in Valle d’Aosta. Qui l’arrivo sembra contendersi tra Breuil-Cervinia (ultima volta nel 2018) e Pila, con quest’ultima favorita secondo le ultime voci. Un eventuale arrivo a Pila ripercorrerebbe il tracciato dell’unico precedente del 1999, con il passaggio da Col de St. Pantaleon e Champremier.
A Milano, nel frattempo, si lavora per riportare il Giro in città. Sia il presidente RCS Urbano Cairo che il sindaco Beppe Sala hanno confermato trattative per una tappa a cronometro nella seconda settimana, possibilmente in abbinamento con la frazione svizzera e un successivo giorno di riposo in zona. «Vogliamo trovare una bella data per far tornare il Giro a Milano nel 2026», ha dichiarato Sala.













