
Il percorso del Giro d’Italia 2026 si sta definendo tra conferme, nuovi interessi e ritorni dopo decenni di assenza. La presentazione, inizialmente prevista per fine novembre, è stata ufficializzata a lunedì 1° dicembre, per consentire alla neo-eletta Giunta regionale calabrese di definire gli ultimi dettagli del finanziamento. Il Sud, infatti, sembra destinato a giocare un ruolo da protagonista nell’avvio della Corsa Rosa.
Dopo l’assenza del 2023, il Giro sembra pronto a tornare in Calabria con un doppio appuntamento di grande richiamo. La quarta tappa dopo la Grande Partenza bulgara sarebbe un’appetitosa Catanzaro-Cosenza, un arrivo che manca dal lontano 1989, promettendo un finale di potenza sulle rampe dell’antica città bruzia. A seguire, la quinta frazione ripercorrerebbe la scia del successo del 2022 con una Praia a Mare-Potenza, che dallo splendido Tirreno cosentino lancierebbe la corsa verso l’Appennino lucano, in un perfetto mix di paesaggio e agonismo.
Prima di approdare in Calabria, la carovana rosa sembra destinata a fare tappa a Napoli. Il capoluogo campano, ormai presenza fissa dal 2022, sarebbe pronto ad accogliere un altro arrivo di tappa, con una partenza di lusso dall’area archeologica di Capaccio Paestum. Risalendo la penisola, l’Abruzzo si candida a ospitare una o più tappe della prima settimana. Sono due le località in lizza: Penne, cittadina alle porte del Gran Sasso, e Chieti, entrambe pronte a offrire un tracciato collinare e suggestivo.
Salendo verso nord, le candidature si infittiscono. In Romagna, Bellaria Igea Marina (Rimini) ha lanciato una campagna ufficiale per ospitare il Giro, forte del positivo riscontro avuto con l’arrivo di tappa del Giro Donne 2025. Il sindaco Filippo Giorgetti ha già avviato le trattative con RCS Sport, senza specificare se per una partenza o un arrivo.
In Umbria, invece, Spoleto punta a un bis. Dopo aver organizzato la partenza dell’ottava tappa nel 2024, il sindaco Andrea Sisti ha confermato di star lavorando per ottenere un arrivo di tappa nel 2026, un evento che catalizzerebbe l’attenzione mediatica sulla Valnerina.











