Wouter Toussaint operato per un tumore in testa: «Dalla terapia intensiva guardavo il sole e desideravo la mia bici»

Wouter Toussaint, classe 2004, al Giro Next Gen 2024 (Photo by Gian Mattia D'Alberto/LaPresse)
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I segnali prima della diagnosi non sono stati così espliciti. Prima che a Wouter Toussaint venisse detto che aveva un tumore in testa, il 21enne in forze al vivaio dell’Intermarché-Wanty aveva solo notato i pochissimi progressi fatti durante la stagione.

A L1 Nieuws ha raccontato: «Dopo l’allenamento a volte dovevo sdraiarmi sul divano per ore per riprendermi. Inoltre, non ho fatto progressi in gara. Mi staccavo molto facilmente in salita». Questo è stato il principale campanello d’allarme di Toussaint, che al Giro Next Gen 2024 è arrivato secondo nella difficile tappa di Pian della Mussa, dopo Widar e prima di Rondel.

«A un certo punto inizi a dubitare. È l’allenamento? Non sono più abbastanza bravo? Non sai dove guardare». A quel punto il medico della squadra ha prescritto le analisi del sangue che hanno mostrato valori ormonali sballati. A ciò è seguita una risonanza magnetica il cui risultato è stato un tumore all’ipofisi, una piccola ghiandola endocrina situata sotto il cervello che produce ormoni.

L’ipofisi, data la sua grande importanza, può essere vista come il “direttore dell’orchestra ormonale”: il suo ruolo è quello di dirigere le ghiandole endocrine come la tiroide, le ghiandole surrenali e gli organi riproduttivi, ma è anche importante per la crescita, il metabolismo, la riproduzione e l’equilibrio idrico.

Per Wouter Toussaint è stata inevitabile l’operazione chirurgica. «È stato uno shock. Non avevo idea che potesse succedere a persone giovani e in forma. Il chirurgo mi ha detto di aver eseguito quell’operazione molte volte prima e che non era mai andata male. Sapevo che una volta uscito dalla sala operatoria il problema sarebbe stato risolto».

Dopo l’operazione, il neerlandese ha passato qualche giorno in terapia intensiva. «Quando ero lì sdraiato e vedevo il sole splendere, desideravo solo una cosa: andare in bicicletta all’aperto». Ad oggi sono passate tre settimane e Toussaint ha già fatto le prime pedalate nei dintorni della sua Kerkrade: giri di circa 60 chilometri e qualche corsa.

Ora tutto sembra andare per il meglio: si allena, ha ritrovato l’energia, il sorriso, e soprattutto non deve assumere farmaci. «Ero un po’ preoccupato perché alcune persone devono assumere farmaci ormonali dopo un’operazione del genere. Io no. Ed è un bene, perché altrimenti la mia carriera ciclistica sarebbe finita: non è consentito usare quel farmaco nel ciclismo, è nella lista del doping».

E c’è un’altra buona notizia: farà parte del nuovo vivaio che nascerà dalla fusione tra Lotto e Intermarché. «Ma questo (la fusione, ndr) non è un fattore determinante», ha detto a L1 mostrando la sua nuova bici: un’Orbea.