
Oggi Vincenzo Nibali spegne 41 candeline e quale miglior modo di festeggiarlo se non ripercorrendo le “tappe” più importanti della sua vita?
1984
Il 14 novembre Vincenzo Nibali nasce a Messina, da mamma Giovanna e da papà Salvatore. Cresce in Sicilia con la famiglia, che negli anni si allargherà con l’arrivo della sorella Carmen e poi del fratello Antonio, che seguirà le orme di Vincenzo e si ritirerà un anno più tardi. Da piccolo si divideva tra casa, scuola e il Cine Films Video, la videoteca dei suoi genitori. È in famiglia che è nata la passione per la bicicletta: papà Salvatore, “il Lupo” per Vincenzo e per gli amici, gli insegnò che bicicletta equivale a libertà e che Moser era un idolo da adorare.

1992
Vincenzo Nibali riceve in regalo il telaio di una vecchia superleggera marca Viner, accompagnata da una scatola contenente una grande quantità di pezzi spaiati per comporre una bicicletta. Il Lupo chiamava la bici da corsa «bicicletta bella», perché poteva permettere di coprire lunghe distanze. La coprirono di vernice rossa e applicarono adesivi della Bianchi per farla sembrare “vera”. Vincenzo ricevette la bici perché portava a casa bei voti, ma lo stesso non si poteva dire del suo comportamento. Dopo l’ennesima lite a scuola, il Lupo lo punì segando a metà il telaio della “bicicletta bella” per farla risaldare dal fabbro solo quando le maestre avrebbero detto che la sua condotta era drasticamente cambiata.

1995
Aveva 13 anni e stava pedalando con il solito gruppetto degli amici del Lupo quando Pietrafitta, presidente della squadra di esordienti Vivai Pietrafitta, li fermò sul ciglio della strada chiedendo a Salvatore la cortesia di far correre Vincenzo nella sua squadra. Poco dopo la prima gara, vicino a Barcellona Pozzo di Gotto, e il debuttante Nibali arrivò insieme a un altro fuggitivo che lo bruciò solo in volata sul traguardo. La sua seconda gara in assoluto, però, la vinse con 3 minuti e mezzo di vantaggio sugli altri.

1999
Vincenzo Nibali lascia gli esordienti e diventa allievo con la Cicli Fratelli Marchetta, una squadra con sede a 50 chilometri da Messina dei fratelli Michelangelo e Giuseppe, l’uno team manager e l’altro direttore sportivo. Vinse 7 corse quell’anno e la stagione successiva, il 2000, ebbe l’opportunità di andare con la squadra in Toscana. Ad osservarlo c’erano Bruno Malucchi e Carlo Franceschi, presidente e direttore sportivo della Mastromarco. Dopo tre gare, di cui due vinte in solitaria da Vincenzo, lo pregarono di correre per loro l’anno successivo quando sarebbe diventato juniores.

2001
A due mesi dal compiere 16 anni, Vincenzo Nibali si trasferisce a Mastromarco, frazione di Lamporecchio, nella casa del diesse Carlo Franceschi. Lì resterà sei anni: due stagioni da junior, due da Under 23 e anche le prime due da professionista. Solo nel 2001 il “nuovo arrivato” a Mastromarco conquistò sei corse e fece impazzire il paesino che ha sempre vissuto di ciclismo. È così che nacquero i Cannibali, il suo primo fanclub. In quegli anni completò anche gli studi, fino ad ottenere il diploma da geometra da privatista. Nel 2002 in maglia Mastromarco, Vincenzo ha vinto il Giro della Lunigiana e il campionato nazionale nella prova in linea. Nelle rassegne tricolori si è distinto anche nel 2004, arrivando terzo nella cronometro Under 23.

2005
Vincenzo Nibali diventa professionista con la Fassa Bortolo. In squadra era il più giovane ma poteva contare sugli insegnamenti di Velo, Tosatto, Petacchi, Ongarato, Baldato, Cancellara, Hauptman e di tanti altri. La squadra chiuse i battenti alla fine dell’anno e Nibali trovò posto dal 2006 (e fino al 2012) nella Liquigas.

2006-2012
Con i nuovi colori ottenne la prima vittoria da professionista, una tappa alla Settimana Internazionale Coppi e Bartali, e poi a metà stagione una corsa da un giorno in Francia. Nel 2007 ottenne cinque vittorie individuali e portò a termine il suo primo Giro d’Italia. Nel 2008 vinse la prima classifica generale al Giro del Trentino e completò nella stessa stagione sia Giro che Tour de France. Nel 2010 vestì per la prima volta la maglia rosa dopo la cronosquadre da Savigliano a Cuneo e la tenne per tre giorni. Arrivò ad Asolo, però, il primo successo alla corsa rosa. La sua carriera è cambiata lì. Quel Giro lo concluse sul terzo gradino del podio e la squadra lo portò alla Vuelta di Spagna, che vinse. Nel 2011 si migliorò ancora di più nel Giro d’Italia arrivando secondo. E nel 2012, l’ultima stagione con la Liquigas prima di entrare nel capitolo Astana, corse un’incredibile primavera (3° alla Milano-Sanremo, 8° alla Freccia Vallone e 2° alla Liegi-Bastogne-Liegi) e come se non bastasse arrivò terzo al Tour de France.

2013
A quel punto tutte le squadre impazzavano: tutte volevano Vincenzo Nibali. Lui scelse l’Astana Pro Team nell’anno in cui la scelsero anche Aru, Fuglsang, Gasparotto, Lutsenko e Tiralongo. Tra tutti i nomi, però, quello di Nibali era di gran lunga quello che più tirava. Eppure non aveva ancora ottenuto le vittorie più importanti, che arrivarono proprio a partire da quella prima stagione con la maglia della squadra kazaka. Vinse, una dietro l’altra, le classifiche generali di Tirreno-Adriatico, Giro del Trentino e Giro d’Italia. Di nuovo, a portarlo alla maglia rosa è stata una cronosquadre: era l’ottava tappa e più nessuno riuscì a ricucire sul primo siciliano della storia a vincere la corsa rosa. Animato dal fuoco che bruciava in lui, vinse anche tre tappe: una a Bardonecchia (che per la verità arrivò secondo ma poi il vincitore fu squalificato), una crono a Polsa e la penultima alle Tre Cime di Lavaredo. Quell’anno tentò di fare doppietta con la Vuelta, ma si dovette accontentare del secondo posto.

2014
Dopo la massima gioia raggiunta con la vittoria del Giro d’Italia, a Nibali è stato subito posto un nuovo importante obiettivo: il Tour de France. Tutta la stagione 2014 è stata pensata solo per quello: l’inizio presto già a gennaio, le prime corse a tappe dell’anno nella penisola arabica tra Dubai Tour e Tour of Oman per prendere il ritmo, poi la Parigi-Nizza, qualche Classica del Nord senza pretese di risultato per non spremersi troppo, il Romandia (5°) e il Delfinato (7°), il campionato italiano (vinto nella prova in linea) e il Tour de France. Erano gli anni del dominio Sky, ma l’Astana era convinta di avere l’uomo giusto per farli rimanere a digiuno: Nibali vestì la maglia gialla 19 giorni su 21; vinse la 2ª, la 10ª, la 13ª e la 18ª tappa; fu secondo nella 14ª; terzo nella 5ª, nell’8ª e nella 17ª; complessivamente – escludendo l’ultima passerella parigina – il peggior risultato di Nibali fu il 34° posto del primo giorno quando lasciò agli sprinter la possibilità di giocarsi la volata. Quel Tour de France non poteva che essere suo. Ad aggiungersi alla festa, la nascita della prima figlia Emma Vittoria dalla moglie Rachele.

2015
Nel 2015 voleva ripetersi, tant’è che il calendario è stato praticamente identico, anche la vittoria del tricolore in linea. Quello che non è stato uguale è stato il risultato del Tour: quarto. In compenso il finale di stagione è stato di altissimo livello, mostrando che Nibali non sa vincere solo le corse a tappe ma sa fare ben di più: 2° alla Coppa Agostoni, 1° alla Bernocchi, 3° al Memorial Pantani, 5° al Gp Industrie e Commercio, 1° alla Tre Valli Varesine e 1°, anche, al Lombardia.

2016
Il 2016 è stato un anno dolceamaro per Nibali. Da una parte la seconda vittoria del Giro d’Italia, conquistato vincendo una sola tappa e prendendo la maglia rosa solo alla penultima frazione. Dall’altra parte l’occasione persa di vincere le Olimpiadi a Rio de Janeiro, quando ormai sembrava fatta e invece cadendo a terra sono sfumate anche tutte le possibilità di vincere l’oro olimpico – e anche di concludere la corsa.

2017-2019
Dopo gli anni d’oro in Astana, Nibali non conquisterà più grandi Giri. Tra il 2017 e il 2019, con i nuovi colori della Bahrain, è spesso salito sul podio ma senza mai essere premiato con la maglia: 3° al Giro del 2017 e 2° nel 2019, 2° alla Vuelta del 2017. Nel 2018, però, ha compiuto un’altra delle sue più belle vittorie della carriera, una di quelle che fanno ancora emozionare: la Milano-Sanremo. Scattò sul Poggio e sfruttò le sue incredibili doti in discesa. Nessuno riuscì più a ricucire, nemmeno quando gli sprinter lo misero nel mirino e lanciarono la volata. Arrivarono a un soffio da Nibali, ma ormai lui aveva passato la linea d’arrivo e stava festeggiando la vittoria a braccia alzate.

2020-2022
Le stagioni 2020 e 2021 le passò con i colori della Trek-Segafredo: la prima, quella del covid, fu difficile un po’ per tutti; nella seconda Nibali ottenne l’ultima vittoria della sua carriera, proprio in Sicilia in occasione del Giro della sua regione. È stato di nuovo in Sicilia, ma nel 2022 quando era tornato in Astana, che al termine della quinta tappa conclusa a Messina si presentò al “Processo alla tappa” e con il microfono in mano annunciò che a fine anno si sarebbe ritirato. Quel Giro, l’ultimo, lo concluse onorandolo in tutto e per tutto classificandosi ai piedi del podio. La carriera si chiuse definitivamente al Lombardia e un anno più tardi di quei tempi nacque la secondogenita Miriam Venere.

2025
Oggi Vincenzo Nibali compie 41 anni e gli mandiamo i nostri migliori auguri!











