
Tra qualche giorno sapremo con certezza sede di partenza e d’arrivo di ognuna delle 21 tappe del Giro d’Italia 2026. Al momento, però, non possiamo che aggrapparci alle indiscrezioni che trapelano dai media locali.
Pare proprio infatti che nella seconda settimana la carovana rosa lascerà la Liguria alla volta del Piemonte, in una sorta di Milano-Sanremo al contrario, con probabile passaggio sul Passo del Turchino. Ci dovrebbe essere poi una seconda tappa tutta piemontese, con partenza da Alessandria (sono stati diversi gli avvistamenti di addetti ai sopralluoghi) e arrivo a Verbania (o Stresa o Domodossola).
La Regione governata da Alberto Cirio sta puntando da qualche anno sulla valorizzazione del ciclismo, portando tutti i tre grandi Giri sul suo territorio. Dal 2024, in particolare, si è vista la partenza del Giro d’Italia da Venaria Reale (e diverse altre tappe nel territorio), l’arrivo di una tappa del Tour de France a Torino e la partenza della Vuelta di Spagna 2025 con altre frazioni nella regione.
La zona del Verbano Cusio Ossola ha visto spesso la carovana del Giro d’Italia, complici le presenze nel territorio di Filippo Ganna, Elisa Longo Borghini con Jacopo Mosca e Francesca Barale, ma anche di Marco Della Vedova, che fu gregario di Marco Pantani e che dal 2006 è ispettore del percorso per Rcs.
Secondo le emittenti locali, la provincia più a nord del Piemonte è pronta ad ospitare nuovamente il Giro d’Italia e lo farò verosimilmente come sede di arrivo. La città più quotata è Verbania, partenza della frazione vinta da Damiano Caruso nel 2021. L’ultima volta che fu sede d’arrivo del Giro maschile, invece, è stato in occasione della diciottesima tappa del 2015. Come alternative si fanno strada anche le proposte di Stresa, di fronte a Verbania ma dal lato opposto del braccio del Lago Maggiore, e di Domodossola, cuore dell’Ossola a venti chilometri dal confine con il Canton Vallese (appartenente alla Svizzera tedesca).











