La Federazione delle Olimpiadi invernali contro il ciclocross: «Sminuirebbe il brand e l’identità dei Giochi»

Coppa del Mondo ciclocross
Il campo gara dei Laghetti di San Leonardo che hanno ospitato la prova italiana di Coppa del Mondo di ciclocross 2023 in Val di Sole (Credits: Giacomo Podetti).
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Dopo che negli scorsi mesi si sono rincorse, sempre più insistenti, le voci su un possibile ingresso del ciclocross alle Olimpiadi invernali del 2030, arriva adesso un’opinione decisamente contraria: quella della Federazione delle Olimpiadi invernali, che riunisce sostanzialmente i rappresentanti dei tradizionali sport su ghiaccio e neve.

La Federazione è contraria all’ingresso nei Giochi invernali del ciclocross e della corsa campestre, due specialità che non si praticano necessariamente sulla neve. «La Federazione delle Olimpiadi invernali – si legge nel comunicato ufficiale – è ferma nella sua convinzione che un approccio del genere sminuirebbe il brand, l’eredità e l’identità che rendono unici i Giochi invernali – una celebrazione degli sport praticati su neve e ghiaccio, con differenti culture, atleti e campi di gara».

Il motivo della lamentela, dunque, sembra essere proprio il fatto che ciclocross e corsa campestre, di solito, non si svolgono sulla neve. Come riportato da AP, Ivo Ferriani, che rappresenta gli sport invernali nel consiglio esecutivo del CIO, sembra voler concentrare verso altre novità gli sforzi dei prossimi anni: «L’innovazione dovrebbe concentrarsi sull’evoluzione di discipline invernali già esistenti, per attrarre una maggiore partecipazione e un pubblico più ampio, aumentando anche l’appeal dei Giochi Invernali». Vedremo se nei prossimi mesi ci saranno novità su un tema di cui già da anni si dibatte: il ciclocross non è mai stato così vicino a entrare ufficialmente nei Giochi invernali, ma le voci contrarie sono ancora tante.