L’Uci guarda ancora all’Africa: vuole rendere il Tour du Ruanda «più appetibile»

Fabien Doubey e Henok Mulubrhan che discutono sulla decisione di fermare l'ultima tappa del Tour du Ruanda (Foto da X @tour_du_Rwanda)
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Il successo dei Mondiali a Kigali, con oltre un milione di spettatori lungo i percorsi, ha segnato una svolta storica per il ciclismo africano. L’Unione Ciclistica Internazionale intende ora sfruttare questa onda di entusiasmo per potenziare le corse continentali, a partire dal Tour du Ruanda.

Il piano più concreto riguarda proprio la corsa ruandese. Secondo quanto appreso, l’UCI sta valutando di modificarne il formato per renderla più appetibile per il calendario internazionale. L’obiettivo è ridurre la corsa dagli attuali otto a cinque giorni, rendendola così più compatibile con i fitti programmi delle squadre World Tour europee e evitando sovrapposizioni con gare come l’UAE Tour e le classiche del Nord.

Tuttavia, le prime reazioni dal mondo del ciclismo sembrano tiepide. Le grandi squadre, già scettiche per questioni di sicurezza e per la lunga trasferta in un periodo ricco di appuntamenti in Europa, non hanno mostrato grande entusiasmo. Anche ASO, la società organizzatrice del Tour de France, che ha supportato i Mondiali, sembra voler concentrarsi sui propri asset europei e mediorientali.

Un possibile partner per rilanciare la corsa potrebbe essere l’organizzatore belga Golazo, già coinvolto nei Mondiali 2025 e con una solida presenza in Africa.