Dal pullman della Lidl-Trek esce sempre musica a tutto volume. Oggi, nella mattinata della quarta tappa, no. Nel finale della terza frazione tra i corridori finiti a terra c’era anche Mathias Vacek, proprio della squadra statunitense. Lui e Baroncini sono stati trasportati in ospedale dove Vacek ha ricevuto dei punti di sutura al labbro.
«Io non ho visto la caduta – inizia a spiegarci il compagno di squadra Jacopo Mosca – Ero appena dietro che stavo rientrando sul gruppo. Mathias ha dovuto abbandonare anche perché ha battuto la testa e anche se non ha avuto nulla di più grave a livello cerebrale è stato meglio che andasse in ospedale per ulteriori controlli. O meglio, potranno scongiurarlo i dottori nei prossimi giorni. Lo abbiamo rivisto ieri dopo la tappa e questa mattina in hotel. A livello fisico e morale è una bella batosta, ma bisogna guardare il lato positivo e ringraziare che non ha nessuna frattura».
Chi invece ha avuto la peggio è stato Baroncini. «Della caduta di Vacek l’ho sentito per radio, purtroppo invece ho visto Baroncini. Gli auguro tutto il meglio perché è stata una scena davvero brutta da vedere, ma so che è in buone mani. Personalmente mi ha impressionato perché l’ho visto fermo non in una bella posizione contro un muretto. Io sono stato contento quando ho visto che respirava, perché davvero poteva essere una tragedia. So che lo hanno soccorso immediatamente, da quanto ho letto nel bollettino medico spero che possa guarire in fretta ma soprattutto guarire completamente».
La caduta, ci tiene infine a puntualizzare Jacopo Mosca, non è avvenuta su un percorso pericoloso. «Le strade erano strette, è vero, ma quel tratto lo stavamo affrontando per la terza volta, quindi deve essere stato un errore di chi era davanti, penso proprio lui. Immagino che sia scivolato ma è difficile dirlo con chiarezza anche perché le telecamere non lo hanno ripreso e, se posso dire la mia, meno male. Per chi era a casa non sarebbe stato per niente bello vederlo in quelle condizioni».













