Il Tour de France si è aperto con tappe spettacolari ma anche con diverse cadute, che hanno già costretto all’abbandono nomi importanti come Filippo Ganna e Jasper Philipsen. Se per ora la lista dei ritirati è limitata, il tema della sicurezza è tornato al centro delle discussioni, con il veterano Michael Woods che ha lanciato un duro attacco agli organizzatori.
Il canadese della Israel-Premier Tech, 38 anni, ha denunciato quello che definisce un doppio standard da parte di ASO, la società organizzatrice della corsa. «Loro dicono di voler migliorare la sicurezza, ma poi nei loro video promozionali mostrano sempre le cadute più violente, come se fossero spettacolo. Durante la presentazione del Tour, un dirigente ASO ha detto che spesso la colpa è dei corridori, minacciando persino di imporre protezioni obbligatorie come ‘punizione’. Ma questa mentalità è sbagliata: se vogliono davvero ridurre i rischi, devono cambiare le regole, non dare la colpa a noi».
Woods ha proposto alcune soluzioni concrete: ridurre la velocità modificando i regolamenti tecnici, diminuire il numero di corridori in gara («Con 180 partenti è inevitabile il caos»), limitare le distrazioni come i computerini e le comunicazioni continue dei team, e riformare il sistema delle licenze WorldTour per evitare che squadre di livelli troppo diversi gareggino insieme. «Negli altri sport professionistici non succede, ma nel ciclismo sì, e questo aumenta i rischi», ha aggiunto.












