
Abbiamo pensato a quei tifosi che guardando il campionato italiano si sono domandati che squadra mai fosse lo Swatt Club. Tutti vestiti di bianco, senza nemmeno uno sponsor sulla maglietta o sul pantaloncino. Per fare chiarezza, abbiamo chiesto al presidente Carlo Beretta di illustrarvi le tappe fondamentali della loro storia che li hanno portati a vincere il tricolore nella categoria elite.
2013
Era il 2013 quando a Carlo Beretta e Francesco De Candido, che si trovavano su una cabinovia durante i Campionati Italiani giovani di sci alpino, è venuta un’idea: aprire un blog, Solowattaggio. «Non c’è chissà che storia dietro il nome, era semplicemente un termine che Francesco usava per i suoi post su Instagram. L’avevamo scelto senza pensarci troppo, ma presto è diventato l’espressione dell’anima del team: pensare solo ad aprire e divertirsi».
A loro si sono aggiunti altri due sciatori, come Carlo e Francesco. Da lì per quattro anni il blog ha sfornato pagelle delle gare di sci, ritratti di personaggi particolari e racconti delle gare di ciclismo che nessuno vedeva. «Parlavamo di cose alternative, di corse che la gente nemmeno sapeva che esistessero, di Under 23. Il successo è arrivato abbastanza in fretta e nel giro di due anni avevamo una grossa community. Volevamo costituire una casa editrice e siamo finiti per fare una squadra».

2017
«Dopo quattro anni dalla nascita del blog abbiamo sentito l’esigenza di fare una nostra divisa, bella e pulita senza sponsor. Così nel 2017 abbiamo aperto una squadra amatoriale con 30 iscritti che volevano liberarsi dai dogmi delle vecchie formazioni italiane». Anno dopo anno i numeri sono aumentati, «in modo esponenziale dopo il periodo del covid».
2021
Dopo due anni da Under 23 con il Mendrisio, Mattia Gaffuri lascia il ciclismo perché, pur volendo continuare a pedalare, non aveva trovato una squadra. «Tutti ci dicevano che era un ragazzo molto scientifico, che studiava per diventare preparatore. Allora lo abbiamo contattato che gli abbiamo detto che se avesse voluto continuare a correre avrebbe potuto fare le gran fondo con noi. Si è allenato un po’ ed è migliorato a vista d’occhio».
2023
A novembre 2023 Mattia Gaffuri ha portato nello Swatt Club un amico, AsbjørnHellemose. Anche il danese è cresciuto nel Mendrisio e le sue prestazioni avevano convinto talmente tanto da meritare uno stage con la Trek. Nel 2022 ha firmato per due stagioni con la stessa formazione World Tour e poi nessuno l’ha più voluto.
«Con lui e Gaffuri abbiamo iniziato un nuovo percorso, quello delle gare gravel. Una disciplina alternativa che sta crescendo sempre di più e che offre una seconda possibilità a chi è rimasto senza contratto, perché se ne può fare uno da professionista per il gravel».

Fine luglio 2024
Avere Gaffuri e Hellemose ha creato la necessità di formare una squadra elite, proprio per dar loro la possibilità di gareggiare su strada. «Intorno a loro non volevamo gli Under 23, ma quegli elite scartati. Così abbiamo creato un form per capire se nel movimento giovanile italiano fossimo solo noi a vederci un problema. Lo hanno compilato 200 agonisti, tra cui Pettiti, Carollo e Ginestra. C’erano messaggi da Under 23 e addirittura anche da junior: lì ho capito che qualcosa nel sistema si era inceppato. Due settimane dopo ero in giro a presentare il progetto e ad oggi possiamo contare sul supporto di aziende leader nel settore: Giant come main sponsor, Pirelli, Shimano, Cadex per le ruote e tante altre che nemmeno alcune World Tour hanno. Ci danno degli amatori, ma rispetto all’equipaggiamento i miei ragazzi non hanno nulla da invidiare alle migliori squadre del mondo. E non essendo stipendiati, l’unica cosa che gli garantiamo è lasciargli la bici a fine anno».
Agosto 2024
Hellemose non ha mai perso i contatti con il suo agente, tanto da riuscire a trovare un ingaggio con la Jayco-AlUla con cui, per esempio, si è messo in mostra al Trofeo Laigueglia. «La sua storia, tornato nel World Tour dopo essere passato da noi, ha dato molta credibilità allo Swatt Club».

Settembre 2024
«Ho provato a fare una Continental, ma il regolamento prevede che ci sia un certo numero di Under 23 e altri paletti che il nostro progetto per come era nato non poteva rispettare». Per cui ecco lo Swatt Club come squadra di club, «ma è stata una decisione indotta».
Ottobre 2024
Nascono i primi contatti con Filippo Conca. «Da subito gli ho detto che per lui uno spazio nello Swatt Club ci sarebbe sempre stato, se non avesse trovato nulla. Il primo giorno che è venuto in casa Swatt ho messo le carte sul tavolo: avrebbe fatto gravel e un’unica corsa su strada, il campionato italiano».
Allora il progetto per la stagione 2025 era diviso in due: la parte strada con gare 1.2 e 2.2, la parte gravel con le più importanti a livello mondiale che sono poi solo cinque o sei.
Novembre 2024
Filippo Conca, senza alcuna squadra, accetta il progetto e decide di unirsi allo Swatt Club pur sapendo che avrebbe corso senza stipendio e poco e niente su strada. Il gravel sarebbe stata una strada alternativa per trovare un contratto da professionista, «ma spero che la vittoria dell’italiano abbia riacceso i riflettori sul talento che è. Se non ha squadra prima del 16 luglio, la prima occasione indossare la maglia tricolore sarà al criterium che facciamo nell’autodromo di Lainate: è una gara sociale che farà impazzire i nostri tifosi e ridere il mondo del ciclismo. Spero che firmi anche domani perché nella mia squadra è sprecato: quando a novembre mi ha detto che avrebbe corso con noi, gli ho subito risposto che se avesse trovato in qualsiasi momento della stagione almeno una Continental, sarebbe stato meglio perché almeno poteva correre di più su strada».

2025
Dopo le prime due gare gravel, pur facendo quinto Conca è caduto ed è dovuto stare fermo per un po’. «A inizio maggio ha fatto terzo alla The Traka, una delle corse gravel più difficili e dove partecipano molti ex professionisti. L’unica corsa su strada che mi ha chiesto di fare prima del campionato italiano è stata l’Oberösterreich Rundfahrt, quattro tappe in Austria per ricordarsi come si sta in gruppo».
29 giugno 2025
«La vittoria era insperata, ma la top10 la davamo per assodata con Conca, che già due anni fa aveva fatto ottavo. E poi Gaffuri, quinto. Che avesse un gran motore già lo sapevamo, ma ci ha stupito la condotta di gara: come è stato in gruppo, come ha preso le discese. Per non scordarci di Pettiti, tredicesimo, e gli altri ragazzi. Tutti in passato avevano già dimostrato di essere all’altezza, ma quel giorno hanno tirato fuori una grinta diversa dal normale: la carica emotiva era altissima grazie ai tifosi lungo la strada, gareggiavano senza aspettative con niente da perdere».











