
Di juniores che ottengono grandi risultati ce ne sono molti, la sfida è confermarsi da Under 23. Paul Seixas, addirittura, lo ha fatto direttamente tra i professionisti.
Classe 2006, francese di Lione, passato dalla formazione Under 19 della Decathlon Ag2r La Mondiale direttamente alla World Tour. Ha scosso il mondo del ciclismo con le sue prestazioni al primo anno da professionista.
L’esordio con un quinto posto al GP La Marseillaise, secondo alla Paris-Camembert, un Tour of the Alps da protagonista e per ultimo il Giro del Delfinato dove si è classificato ottavo in classifica generale (dietro Pogacar, Vingegaard, Lipowitz, Evenepoel, Johannessen, Jorgenson e Mas).
Bravo a cronometro quando in salita, entra nelle fughe vincenti e se la cava negli sprint di gruppo. Insomma, senza bruciare il giovane Seixas, pare che abbia tutte le carte in regola per essere considerato un vero talento. E se il Tour de France è il sogno, è giusto che per ora rimanga nel cassetto. Con maturità ha ammesso: «Sicuramente lo è, ma non penso che abbia senso farlo adesso».
Jean-Baptiste Quiclet, responsabile delle performance della Decathlon Ag2r La Mondiale, ha detto a L’Equipe: «Solo l’anno scorso Paul faceva gare Juniores e non andava oltre i 120 chilometri al giorno. In termini di carico e di intensità ci sono questioni prioritarie da affrontare prima di prendere il via di un grande Giro. Il Tour è la corsa più intensa e dura al mondo e se Paul dovesse andarci avrebbe un incremento del carico di lavoro del 15-20 per cento nell’arco di un mese. Fisiologicamente, questo potrebbe portarlo a un punto di rottura».
Il tecnico francese ha aggiunto: «Seixas è sicuramente un grande talento e per questo potrebbe anche affrontare il Tour senza alcun problema, ma bisogna considerare anche la possibilità che si ritrovi a fare i conti con un periodo di sovraccarico, sia da gara che da allenamento. Se andasse in difficoltà per questo, la cosa potrebbe anche condizionare la sua crescita. Costruire la giusta condizione per andare al Tour de France è un percorso che va affrontato passo dopo passo».
Da qui a fine stagione Seixas sarà impegnato nei campionati nazionali in linea e a cronometro, al Tour de l’Ain dopo un periodo in altura, al Giro del Lussemburgo e al Tour of Guangxi. Il Mondiale in Ruanda? Un’incognita. Essendo del 2006, anagraficamente parlando, dovrebbe partecipare per la prova Under 23. Ma viste le nuove regole Uci che vietano a chi è già professionista di gareggiare tra i dilettanti, Seixas potrebbe essere convocato per la prova elite.
«Per me è un corridore convocabile – ha dichiarato Thomas Voeckler, ct della nazionale francese – Non mi interessa quanti anni ha. L’idea è quella di perseguire ciò che è meglio per lui e per gli interessi della Francia».










