Giro d’Italia, le salite di oggi: Colle del Lys, Colle delle Finestre e Sestriere

Giro d'Italia
L'ultima volta che il Giro d'Italia è passato a Sestriere era il 2020
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Si parte dalla Valle d’Aosta, ma fatti salvi i primi 12 chilometri la tappa odierna, l’ultima sulle Alpi, si snoda interamente in provincia di Torino. Le difficoltà altimetriche iniziano dopo una sessantina di chilometri con il modesto GPM di 4ª categoria di Corio. La seconda metà del percorso si apre con la scalata dell’interlocutorio Colle del Lys, poi finale esplosivo con il temutissimo Colle delle Finestre, per quasi metà sterrato, Cima Coppi del Giro 2025, e conclusione con il classico Sestriere. 

COLLE DEL LYS – Sempre lontano dal traguardo di tappa, il Colle del Lys ha recitato un ruolo marginale nelle sole due apparizioni al Giro d’Italia. Nel 2018 fu la prima asperità della terzultima giornata di gara, dominata da Chris Froome, che vinse a Bardonecchia-Jafferau e conquistò la maglia rosa. Sul Lys transitò in testa lo spagnolo Luis Leon Sánchez. Nel 2019, invece, il traguardo del GPM andò alla maglia azzurra Giulio Ciccone. Era la tappa che si concludeva al Lago Serrù e che vide il successo per distacco del russo Zakarin davanti agli spagnoli Nieve e Landa.

COLLE DELLE FINESTRE – E’ sul Colle delle Finestre che Chris Froome ha costruito il suo trionfo al Giro d’Italia del 2018. Alla partenza della 19ª tappa, Venaria Reale-Jafferau, l’inglese è quarto in classifica, staccato di 3’22” dal connazionale Simon Yates. Sembra ormai tagliato fuori dalla lotta per la maglia rosa. A 83 chilometri dal traguardo, prima ancora di imboccare la porzione di pista sterrata del Finestre, inizia una coraggiosa fuga solitaria rimasta nella storia della corsa rosa. Un’impresa d’altri tempi che lo porta al successo di tappa e alla conquista delle insegne del primato. Quando dà vita alla sua offensiva mancano ancora mezzo Finestre, la parte più ostica, il Sestriere e la salita finale della Jafferau, 9 chilometri. Pare una follia, ma alle spalle di Froome si crea il vuoto, nessuno ha le forza di reagire. Il battistrada transita ai 2176 metri del Colle delle Finestre con 42” di vantaggio su Dumoulin, Pinot, Carapaz e López. La maglia rosa Yates è in piena crisi, al traguardo accuserà un distacco di oltre 38 minuti

Concluso il terribile sterrato, Froome pennella la discesa e il suo vantaggio lievita a 1’40” quando inizia la salita del Sestriere. E’ inarrestabile, non dà alcun segno di fatica. Il Sestriere, con le sue pendenze lievi, si rivela decisivo. Il battistrada incrementa ulteriormente il margine, che è di 2’41” al passaggio sul penultimo GPM. Ormai Froome insegue non solo il successo di tappa, ma anche la maglia rosa, vicinissima. All’imbocco della salita conclusiva è virtualmente leader. Può contare su un vantaggio di 3’21 sull’olandese Dumoulin, che in classifica lo precede di 2’54”. A Bardonecchia-Jafferau Froome trionfa con 3’ su Carapaz, che precede Pinot. Dumoulin limita i danni (5° a 3’23”) ma non gli è sufficiente per conquistare la leadership. Il giorno dopo Froome non avrà difficoltà a difendere la maglia rosa nel duro tappone di Cervinia e 48 ore dopo vincerà a Roma il 101° Giro d’Italia.

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Chris Froome sul Colle delle Finestre nel 2018 (foto: Sunada)

Prima del 2018 il Colle delle Finestre è stato scalato altre tre volte dal Giro d’Italia. Sempre nel percorso della penultima tappa. La scoperta avviene all’inizio del nuovo millennio. Il lungo tratto sterrato di 8 chilometri su cui si snoda la seconda metà della salita suscita molte perplessità e per quello viene accuratamente sistemato e compattato senza però comprometterne la natura di strada bianca. Nel 2005 è inserito nel finale della Savigliano-Sestriere, 190 chilometri con 4.674 metri di dislivello. La maglia rosa Savoldelli ha un discreto vantaggio in classifica (2’09”) sul suo più temuto rivale, Simoni, ma nella prima parte del Finestre resta già senza gregari. Il trentino non esita ad attaccarlo, insieme a Di Luca e al venezuelano Rujano. Al GPM, dove Di Luca lo precede di poco, Simoni è già maglia rosa virtuale. Savoldelli transita con un ritardo di 2’20”. Recupera mezzo minuto nella successiva discesa, mentre il terzetto di testa perde Di Luca, vittima dei crampi. All’inizio del Sestriere il ritardo di Savoldelli da Simoni è ridotto a 1’20”. A Sestriere s’impone Rujano, che nel finale stacca Simoni. Savoldelli salva la maglia rosa (perde 1’29” da Simoni) e vincerà il Giro.

Anche nel 2011 il Colle delle Finestre viene affrontato nella penultima tappa, Verbania-Sestriere, 242 chilometri. Il Giro d’Italia è ormai saldamente nelle mani di Alberto Contador . Il successo gli verrà poi revocato,a  nove mesi di distanza, in seguito alla positività al clenbuterolo, ed assegnato a Michele Scarponi. Le grandi attese vengono deluse. Ai piedi del Colle delle Finestre vanno in fuga 13 corridori, tra cui Vasil Kiryenka, che lungo l’ascesa semina poco a poco tutti i compagni di fuga.  Al GPM il bielorusso precede di 3’45” Rujano e di 4’20” Betancur, mentre il gruppo della maglia rosa, in grave ritardo, transita a 5’20”. Sul Sestriere Kiryenka incrementa il proprio vantaggio e precede di 4’43” Rujano, secondo come nel 2005.

L’accoppiata Finestre-Sestriere viene riproposta nel 2015. Anche stavolta la maglia rosa è sulle spalle di Contador, ma l’eroe di giornata è Fabio Aru. A passare in testa sul Colle delle Finestre, Cima Coppi del Giro 2015, è però Mikel Landa, impegnato a contendere la maglia di miglior scalatore a Giovanni Visconti, che precede il russo Zakarin. Dopo 30” scollina Aru, che sullo sterrato ha staccato il gruppo dei big. Il sardo è tresco reduce dal successo nel tappone di Cervinia, che gli ha consentito di risalire al 2° posto della classifica, ma il suo ritardo da Contador è incolmabile: 4’37”. La maglia rosa non si preoccupa. A 8 chilometri dal Sestriere, la coppia di testa (Landa-Zakarin) è ripresa e ai meno due Aru piazza la stoccata vincente conquistando il successo di tappa con 18” sul canadese Hesjedal, vincitore del Giro del 2012. Contador si gestisce, concede poche decine di secondi ai diretti avversari, e 24 ore dopo è in trionfo a Milano.

E’ da tempo che viene ipotizzato un imminente passaggio sul Colle delle Finestre del Tour de France. Forse è un’anticipazione l’arrivo, nel 2024, della sesta ed ultima tappa del Tour de l’Avenir, la versione U23 della Grande Boucle. Al termine di una splendida fuga solitaria s’è imposto lo spagnolo Pablo Torres con un vantaggio di 3’43” sull’inglese Joseph Blackmore, maglia gialla, che s’aggiudica la corsa, e di 4’09” sull’olandese Tijmen Graat.

Pablo Torres al Tour de l’Avenir 2024 (foto: @uae_team_emirates Instagram)

SESTRIERE – Diciassette passaggi e 6 arrivi di tappa del Giro d’Italia. Quasi sempre esponenti della nobiltà ciclistica transitati in testa sul Sestriere durante la corsa rosa: da Coppi a Bartali, da Camusso a Bitossi, poi Galdós, Van Impe, Indurain, Garzelli e Aru. E’ rimasta nella mitologia del ciclismo soprattutto l’impresa esagerata di Fausto Coppi nel 1949. 

Sestriere fu il primo 2000 in assoluto scalato dal Giro d’Italia. Avvenne nel 1911, nel corso della terza edizione. Nelle due precedenti, la gara non si spinse mai così in alto, toccando la quota massima ai 1312 metri del tunnel del Colle di Tenda. Il patron Armando Cougnet decise di inserire il Sestriere nel percorso della quinta tappa, la Mondovì-Cuneo, salendo dalla Val Chisone. Ai 2035 metri del Sestriere passò in testa il bolognese Ezio Corlaita, mentre la tappa venne poi vinta dal francese Petit Breton.

Il Sestriere venne riproposto nel Giro del 1914, scalato 35 giorni prima dello scoppio della prima guerra mondiale. Addirittura nella giornata inaugurale, tappa Milano-Cuneo, distanza extralarge, 420 chilometri. Si sale stavolta dalla Val di Susa. Ai piedi della salita piove e più in alto si scatena una paurosa tormenta di neve. Angelo Gremo passa in testa sul Sestriere e dopo 17 ore e 13 minuti di corsa vince la tappa. Gli ultimi tagliano il traguardo a mezzanotte, dopo 24 ore in sella. E’ l’edizione più massacrante di tutta la storia del Giro. Da Milano partono in 81, a Cuneo arrivano in 37. Ed è solo la prima tappa.

Dopo due apparizioni tra le due guerre (Camusso in testa nel 1931, Bartali nel ’35), il Sestriere viene rispolverato nel 1949. Terzultima giornata, tappone inedito Cuneo-Pinerolo con cinque colli e un dislivello di 4.812 metri. L’assolo di Coppi inizia a 195 chilometri dal traguardo. I battuti accusano distacchi abissali: Bartali è secondo a 11’52”, la maglia rosa Leoni sprofonda addirittura a 25 minuti.

Il Sestriere manca al Giro d’Italia da cinque anni. Venne scalato per l’ultima volta nel 2020, nell’edizione slittata ad ottobre a causa della pandemia. E fu una autentica … scorpacciata. In programma una tripla scalata nel finale della ventesima tappa, partita da Alba. Si sale prima dal versante della Val Chisone, poi due volte da quello di Cesana Torinese. Al primo GPM transita in testa il velocista siciliano Fiorelli, al secondo il colombiano Rubio, al terzo, che coincide con l’arrivo, l’inglese Tao Geoghegan Hart precede in volata l’australiano Hindley, che conquista temporaneamente la maglia rosa. Sarà proprio Geoghegan a sfilargliela il giorno dopo, al termine nell’ultima e decisiva cronotappa di Milano. Per il Wallaby successo al Giro rinviato di due anni. Trionferà nel 2022.

In due occasioni il Sestriere ha ospitato l’arrivo di due cronotappe: nel 1993 (successo di Miguel Indurain) e nel 2000 (primo il ceco Jan Hruška). Altri conquistatori del Sestriere: Stefano Giuliani, gli spagnoli Santos Hernàndez ed Eduardo Chozas, il moldavo Ruslan Ivanov, il venezuelano José Rujano e il bielorusso Vasil Kiryenka.