Dumoulin: «Se Froome va avanti ci dimenticheremo chi è stato»

Finestre
Chris Froome in azione sui tornanti del Finestre al Giro d'Italia 2018 che poi vinse (foto Lapresse)
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Ha appena compiuto 40 anni e non accenna a smettere: la situazione di Chris Froome non può lasciare indifferenti, anche perché sono troppi anni che il campione britannico non è che l’ombra di se stesso. Froome ha vinto quattro Tour de France, due Vuelta a España e un Giro d’Italia, con quell’azione indimenticabile sulle Finestre nel 2018, ma l’anno dopo la sua storia ha avuto una svolta improvvisa. Una svolta in senso completamente negativo.

Era il Delfinato del 2019, la mattina della crono, e Froome stava facendo la ricognizione. Un attimo di distrazione, per soffiarsi il naso: un attimo fatale. Froome andò a sbattere e sembrava più morto che vivo. Interventi, mesi di dolore e di ospedale, un recupero complicatissimo. E quando è tornato era soltanto un lontano parente del Froome di prima. Non ha più vinto, Froome, ma ancora per questa stagione è sotto contratto con la Israel-Premier Tech. A 40 anni compiuti ha persino accennato all’idea di continuare, di cercarsi un altro contratto.

Sulla questione è intervenuto uno dei suoi più grandi rivali del passato, l’olandese Tom Dumoulin, che in un intervento al podcast De Grote Plaat è stato piuttosto duro con Froome. «Personalmente credo che sia un peccato che continui a correre. Se si diverte ancora non voglio assolutamente impedirglielo, ma non posso non pensare che non si stia più divertendo, che stia continuando a correre più che altro per abitudine e abbia paura di smettere».

Altrimenti, c’è la possibilità che dietro alla scelta di Froome ci siano ragioni economiche. Ma Dumoulin non ci crede. «Chris sta ancora guadagnando moltissimo, ma mi chiedo se ne abbia davvero bisogno. Guadagna diversi milioni all’anno da almeno 10 anni… Di quante case potrà aver bisogno? Dopo l’incidente non è più stato lo stesso Froome e oggi vederlo correre così lontano dai migliori secondo me toglie un po’ di valore a tutto quello che ha dimostrato di essere in passato. Ed è una cosa che va avanti dal 2019. Non è mai tornato al suo livello».